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Generazione Z vs Millennials OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Sono idealisti, ambiziosi ma più concreti e pragmatici della generazione che li ha preceduti. Hanno a cuore l’ambiente, la tradizione e la famiglia. E sono cauti con il denaro. Ecco chi sono i giovani della Generazione Zeta. E perché, ora, si parla tanto di loro

Generazione Z vs Millennials

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Idealisti, ambientalisti, iper connessi, viaggiatori e legati alle tradizioni, alla cultura e alla famiglia. Hanno tra i 14 e i 24 anni, e fanno parte della Generazione Z, la prima dopo quella dei Millennials. Sono i giovanissimi che ancora stanno affrontando la scuola o la prima transizione verso il mondo del lavoro, in Italia sono meno di 3 milioni, e a livello globale circa 2 miliardi. Ma rappresentano i consumatori e i risparmiatori di domani.

Per questo, a livello internazionale, centri di ricerca e uffici studi stanno iniziando a studiarli, definirli e delinearli per comprendere le loro abitudini di acquisto, la loro propensione alla spesa, il modo in cui è possibile attrarli e coinvolgerli. Perché nel 2019, dicono alcuni ricercatori statunitensi, per la prima volta questi ragazzi rappresenteranno la più grande fascia di consumatori a livello mondiale, spodestando anche i Millennials. Non solo: negli Stati Uniti è stato calcolato che il loro potere d’acquisto, mentre ancora sono a scuola, si aggira intorno ai 143 miliardi di dollari. Una cifra rilevante già di per sé, ma destinata a crescere con il passare degli anni, quando i giovani entreranno ufficialmente nel mondo del lavoro.

Ecco perché capire come si comportano, come acquistano e qual è il loro rapporto con il denaro (leggi qui) è diventata oggi sempre più una necessità, anche da parte delle istituzioni finanziarie che intravedono, in loro, un potenziale bacino di nuovi risparmiatori e investitori.

CHI SONO


Per capire come agiscono è necessario, però, prima capire chi sono. I nati tra il 1995 e il 2005, sono i fratelli minori dei Millennials. Vivono nello stesso ambiente dominato dai social media, ma a differenza dei loro predecessori rappresentano la prima generazione mobile-first della storia: non ricordano un tempo senza Instagram o facebook, sono cresciuti con gli smartphone sempre connessi e comunicano con gli emoji al posto delle parole.

Secondo i dati di una recente ricerca condotta da AstraRicerche per il gruppo assicurativo BNP Paribas Cardif, i giovani sono spasmodicamente dipendenti dal loro smartphone (l’87% di loro non rinuncerebbe mai al suo telefono) e utilizzano l’app di messaggistica istantanea Whatsapp per rimanere in contatto con gli amici. Non amano particolarmente facebook, a differenza dei loro predecessori che risultano invece molto più attivi, ma prediligono Instagram: il social network delle fotografie. Sebbene utilizzino molto i social, però, non rinunciano al contatto diretto con i loro coetanei. E hanno valori molto più legati alla tradizione: famiglia e amici vengono al primo al posto.

Sono, infatti, una generazione di idealisti: hanno a cuore l’ambiente e sono più aperti alla diversità rispetto alle generazioni precedenti, poiché sono nati e cresciuti in un contesto molto più multiculturale. Sognano di lavorare all’estero, amano viaggiare e lo fanno molto spesso, e quasi la metà di loro pensa, un giorno, di lavorare in un altro paese.

GENERAZIONE Z VS MILLENNIALS


Ma rispetto ai loro fratelli maggiori, sono anche fortemente pragmatici e realistici. Secondo una recente ricerca di McKinsey, infatti, i Gen Z, sono particolarmente analitici: per il 65% di loro, infatti, è importante sapere cosa sta succedendo intorno a loro e avere il controllo. Sono anche la generazione dei “self-learner”, con una forte propensione a imparare anche attraverso la formazione online rispetto alle tradizionali modalità di apprendimento.

Se i Millennials erano considerati più spericolati nella gestione delle finanze, più ambiziosi e orientati al successo personale, i giovani e i giovanissimi del nuovo millennio sono, invece, più cauti e concreti. Hanno visto la crisi economica colpire in pieno la generazione precedente. Hanno assistito alla disillusione dei millennials, delle loro aspettative, dei loro sogni. E hanno sperimentato cosa significa “precariato”. Ecco perché, spiega una recente ricerca realizzata da Umana, con la collaborazione scientifica dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto G. Toniolo di Milano e Valore D, i giovanissimi hanno minori aspettative. Partono più ridimensionati, ma non per questo sono meno determinati. Sanno, però che dovranno lavorare sodo per realizzare i propri obiettivi.

I GEN Z CONSUMATORI


Sebbene sia la generazione dei nativi digitali per eccellenza, però, i Gen Z sono consumatori quasi completamente tradizionali. Dall’indagine condotta da AstraRicerche a inizio marzo, infatti, emerge che i giovanissimi prediligono ancora lo shopping esperienziale, preferendo dunque i negozi fisici sul territorio rispetto all’e-commerce online. Quando acquistano sul web, poi, preferiscono beni fisici, come capi d’abbigliamento o elettronica, ai servizi. E quando devono affrontare una spesa si fanno consigliare dalla rete amicale e parentale, mentre conta poco la pubblicità social fatta dagli influencer dei social network.

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