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Uscita di venerdì 16 novembre 2018

Tim, si spacca il fronte Elliott. Impasse tra Gubitosi e Altavilla

Economia
Il comitato nomine di Telecom si spacca. Ma non con l’ormai consueta contrapposizione tra “francesi” e “americani”. Bensì all’interno della stessa compagine espressa da Elliott. Al comitato, che si è riunito ieri in prima mattinata, è entrata una rosa di tre nomi, tutti in quota Elliott, per la carica di ad: Alfredo Altavilla, Luigi Gubitosi e Rocco Sabelli. Altavilla, che presiede il comitato, si è correttamente allontanato. Sabelli ha ribadito che non era disponibile a incarichi esecutivi. Paola Bonomo, dello stesso schieramento, ha cercato di coagulare il consenso su un solo nome, con preferenza per Gubitosi. Sabelli ha replicato che no, i nomi sono validi entrambi. Sarebbe finita 1 a 1, con un 1 fatto di mezzo e mezzo. Se non che non si è votato e il parere è comunque consultivo. Contro tutti i due componenti del comitato in quota Vivendi - Giuseppina Capaldo e Michele Valensise - che avrebbero contestato la correttezza della procedura, che si avvale comunque della consulenza di Russel Reynolds....
 
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Nasce dalla rete l’ennesima tempesta su Tim

Economia
Negli ultimi giorni Tim ha occupato le prime pagine dei giornali per due notizie: la prima è la decisione del governo di spingere decisamente per lo scorporo della rete di Tim e la fusione con quella in fibra che OpenFiber sta costruendo; la seconda è il licenziamento di Amos Genish dalla carica di amministratore delegato, probabilmente legato proprio alla sua avversione alla perdita del controllo sulla rete. Proviamo quindi a delineare una mappa che ci aiuti a orientarci in questa ennesima tempesta del principale operatore di telecomunicazioni italiano. La riunificazione delle reti di telecomunicazione ultrabroadband è un esito che molto probabilmente stava già nel progetto, fortemente sostenuto dal governo Renzi, e poi proseguito con quello Gentiloni, di avviare la costruzione di una seconda rete in fibra ottica in concorrenza con gli investimenti, giudicati troppo timidi, di Tim. OpenFiber, controllata da Cassa depositi e prestiti e da Enel, è evidentemente un veicolo societario dove la proprietà pubblica è preminente. Lo sviluppo della sua rete ultrabroadband, orientata alla soluzione tecnologicamente più avanzata – la fibra fino alle abitazioni (FTTH) – ha esercitato una pressione competitiva su Tim e sulla sua joint venture con Fastweb, con una accelerazione degli investimenti e un potenziamento delle soluzioni tecnologiche inizialmente previste. OpenFiber si è poi aggiudicata le gare per il finanziamento pubblico degli investimenti nella rete nelle aree a fallimento di mercato, le cosiddette aree bianche. ...
 
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Tim-Open Fiber, verso tariffe più alte per salvare l’occupazione

Economia
Nella sua ultima versione, la norma per facilitare la creazione di una rete unica Tim-Open Fiber presenta anche una “clausola occupazionale”. Con il rischio di contraccolpi sui prezzi finali. Nel determinare incentivi tariffari - si legge nel testo che Il Sole 24 Ore può anticipare - l’Authority per le comunicazioni (Agcom) dovrebbe tenere conto anche «della forza lavoro dell’impresa separata». Un passaggio che sembrerebbe puntare a evitare contraccolpi pesantissimi dell’operazione, alla luce dei 22mila posti considerati a rischio. Una postilla necessaria, politicamente, anche per preparare il tavolo con i sindacati convocato dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per il 22 novembre. Ma l’altro aspetto rilevante è l’aggravio che questo tipo di valutazione - cioè l’impatto occupazionale - potrebbe avere sul meccanismo di remunerazione degli investimenti e quindi - a cascata - prima sui prezzi all’ingrosso praticati dalla società della rete e poi su quelli applicati ai clienti finali. Così come configurata, in altre parole, la “clausola occupazionale” potrebbe essere ripagata dagli utenti con i costi in bolletta....
 
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Npl, doBank partecipa all’asta spagnola per il controllo di Altamira

Economia
Dobank punta all'estero e partecipa all'asta spagnola per la quota dell'85% del gruppo Altamira, servicer per Npl e crediti problematici, posseduta dal private equity americano Apollo. In campo ci sarebbero, oltre a DoBank, Cerberus (che già possiede il servicer Haya Real Estate), la svedese Intrum e anche Davidson Kempner. A citare l'indiscrezione è il sito spagnolo El Confidencial. Altamira, secondo i media iberici, potrebbe avere una valutazione di 1,5 miliardi compreso il debito. Altamira gestisce asset per circa 50 miliardi di euro. Goldman Sachs sta lavorando come advisor sull'operazione, mentre socio di minoranza è Banco Santander con il 15% della compagine azionaria. Da notare che doBank è impegnata in questi giorni in Italia nell'asta per i 9 miliardi di Npl del BancoBpm in cordata con il suo azionista Fortress....
 
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Salini Impregilo si fa avanti per salvare il concorrente Astaldi

Economia
Salini Impregilo esce allo scoperto su Astaldi: il colosso italiano delle costruzioni, numero uno del paese e tra i big mondiali con un portafoglio lavori di 44 miliardi di euro, ha presentato una manifestazione di interesse per il gruppo romano, travolto dai debiti e finito in concordato lo scorso mese. Astaldi è il secondo costruttore italiano (alle spalle proprio di Salini Impregilo) ma è schiacciata da 2 miliardi di debiti che l’hanno costretta a chiedere al Tribunale la protezione dai creditori. Il nome di Salini Impregilo come possibile “cavaliere bianco” per Astaldi era circolato in ottobre, ma poi l’interesse sembrava scemato. Le banche creditrici, esposte per circa 700 milioni, sono da tempo a caccia di una soluzione per il costruttore romano e l’intervento di Salini Impregilo sarebbe la soluzione più naturale e logica se si vuole preservare l’industria delle costruzioni in Italia, dove già Condotte è finita in default (con l’arrivo di un commissario straordinario), mentre Trevi e Cmc sono in gravi difficoltà....
 
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Mondadori ko dopo i conti, gli analisti guardano al 2019

Economia
Il titolo Mondadori perde il 5,19% a 1,462 euro in borsa all'indomani dei conti dei primi nove mesi, periodo chiuso in rosso a seguito dell'adeguamento a fair value delle attività francesi, oggetto di una negoziazione esclusiva con Reworld Media in vista di una possibile cessione. La società ha anche registrato una svalutazione della partecipazione di 198 milioni in vista della cessione. Il risultato netto è così stato negativo per 181,5 milioni di euro rispetto all'utile di 31,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato netto delle attività in continuità rettificato si è attestato a 15,8 milioni di euro rispetto ai 25,5 milioni del 30 settembre 2017. I ricavi consolidati delle attività in continuità dei primi nove mesi, escludendo quindi gli asset francesi, sono scesi del 6,9% a 658,1 milioni di euro, principalmente per la performance dell'area Periodici Italia, e l'ebitda adjusted è salito del 3,2% a 62,8 milioni di euro e l'indebitamento finanziario netto è aumentato a 209,3 milioni (189,2 milioni a fine 2017)....
 
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LA GIORNATA DEI MERCATI. Europa in rosso con il caos Brexit, Piazza Affari maglia nera

Affari Personali
Tornando a Piazza Affari pesano le vendite su Prysmian, all'indomani dei conti che hanno visto un calo del 5,7% degli utili dei primi nove mesi a 183 milioni di euro e la conferma degli obiettivi di fine anno, e su Stmicroelectronics: il calo viene collegato da alcuni operatori alla riduzione della guidance del gruppo austriaco Ams (tra i fornitori di Apple), che a Zurigo perde circa il 7%, dopo aver rivisto ieri la guidance del IV trimestre. Penalizzata Leonardo per via della sua esposizione sul Regno Unito. Tra i migliori Pirelli & C dopo i conti dei nove mesi sopra le previsioni e la conferma degli obiettivi 2018 di redditività. In evidenza A2a ancora sull'effetto trimestrale e le altre utility. In positivo invece petroliferi mentre risale il prezzo del barile a 56,26 dollari nel Wti dicembre e a 66,58 dollari nel Brent gennaio: attese le statistiche ufficiali sulle scorte settimanali statunitensi dopo che ieri l'American Petroleum ha stimato il sesto rialzo in sei settimane degli stock (+8,79 milioni di barili la previsione)....
 
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Btp attrattivi, ma meglio aspettare

Affari Personali
Per Ewout Van Shaick (NN Investment Partners) i titoli di Stato italiani potrebbero rappresentare una buona opportunità, ma la situazione politica suggerisce di attendere ulteriori sviluppi. Per l’anno prossimo, il gestore punta su mercati emergenti ed Europa. Guerra commerciale e Italia permettendo. (video e testo)...
 
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Moody's, l'avanzata degli Etf non si fermerà

Affari Personali
I fondi passivi rappresenteranno circa un quarto degli asset totali dell'industria del risparmio gestito entro il 2025, rispetto al 14% di fine 2017, grazie al boom degli Etf. E' la proiezione che emerge da uno studio condotto da Moody's sull'industria dell'asset management europea. Questa attesa trova fondamento nella forte domanda di Etf registrata tra gli investitori istituzionali, che sono attratti da questi strumenti per la loro trasparenza, flessibilità e costi limitati. "Crediamo anche che la nuova normativa europea spinga ancora di più le reti di promotori finanziari e le piattaforme di fondi verso i fondi passivi, compresi gli Etf. Il maggiore ricorso agli Etf in Europa, dove il prodotto rappresentava il 6,2% del totale dell'industria del risparmio gestito a fine 2017, aiuterà a colmare il gap con gli Stati Uniti, dove la quota di Etf sulle masse totale era del 18% sempre a fine 2017", si legge nel report di Moody's....
 
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Le strategie sostenibili non sono tutte uguali

Affari Personali
La sostenibilità, soprattutto quella legata alle tematiche ambientali e di genere, ha guadagnato grande popolarità nell’industria finanziaria globale negli ultimi anni. Quella italiana non fa eccezione. Basta guardare a quante campagne pubblicitarie delle società di gestione, delle banche e delle assicurazioni invitino gli investitori a “fare la differenza” con scelte di portafoglio più rispettose della natura o con un impatto positivo sulle comunità locali o sulla governance delle aziende. Sul web, come sui media tradizionali, troviamo anche comunicazioni e promozioni sulla “creazione di valore sostenibile”, il rapporto tra performance e responsabilità sociale, l’adesione a battaglie come quella contro la plastica negli oceani o annunci sulla de-carbonizzazione dei portafogli. Queste campagne hanno il merito di far conoscere gli investimenti sostenibili a un pubblico molto vasto di risparmiatori, mentre fino a pochi anni fa era un tema quasi esclusivamente per addetti ai lavori. Fanno anche emergere la varietà di approcci socialmente responsabili e aumentano la consapevolezza della necessità di pensare al proprio portafoglio in modo più olistico e di lungo termine....
 
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Le metriche di sostenibilità di Morningstar

Affari Personali
Siamo entrati nel vivo della Settimana dedicata agli investimenti socialmente responsabili e tra i temi all’ordine del giorno c’è la valutazione dei fondi dal punto di vista dei fattori ESG. Presentiamo in sintesi, gli indicatori utili per chi vuole allineare le scelte finanziarie ai propri valori e sensibilità. (video)...
 
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VALUTAZIONE DA 5 MILIARDI. Levi’s in Borsa: Ipo da 800 milioni per il brand che inventò i jeans

Affari Personali
I leggendari jeans di James Dean puntano a un ritorno a Wall Street: il marchio Levi’s dovrebbe debuttare in Borsa nel primo trimestre del 2019 a una valutazione di 5 miliardi di dollari. Secondo indiscrezioni, Levi Strauss punta a raccogliere fra i 600 e gli 800 milioni di dollari con la quotazione e sta lavorando con Goldman Sachs e JPMorgan per definire i termini dell’operazione. Non sarebbe la prima volta: la società che ha inventato i blu jeans si è infatti quotata la prima volta nel 1971 in quella che all’epoca è stata una delle maggiori Ipo della storia. Senza lieto fine, però. Un precedente non troppo fortunato. Nel 1984, infatti, c’è il ripensamento: gli eredi di Strauss, tramite un leverage buyout, hanno effettuato il delisting. E nel 1996 hanno acquistato le azioni restanti in mano ai dipendenti e a investitori esterni, consolidando la leadership di famiglia. Si è trattato di operazioni costose che hanno costretto la società ad assumersi miliardi di dollari di debito proprio in un momento in cui il mercato stava cambiando e la concorrenza si stava rafforzando. Comunque la vogliate mettere, Levi’s è un pezzo di storia americana. Una storia che parte nel 1853, quando Levi Strauss, immigrato tedesco omonimo della celebre dinastia austriaca di compositori, arriva in California durante la corsa all’oro alla ricerca di un avamposto sulla costa occidentale degli Stati Uniti per l’azienda di famiglia che vendeva tessuti....
 
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Ubs, focus su sette banche Usa

Affari Personali
Gli analisti di Ubs hanno focalizzato la loro attenzione sulle banche Usa di media capitalizzazione. Ecco chi merita di più e chi invece è sopravvalutata 1) Bank United. Il rating è neutrale con target price 37 dollari, in calo dai precedenti 45 dollari, perché c'è scarsa visibilità sugli utili futuri e sulla strategia del management. Il titolo, che capitalizza 3,7 miliardi di dollari, tratta 10,5 volte l'utile 2018 e 11 quello del 2019. Il dividend yield è rispettivamente 2,4 e 2,7%. 2) East West Bancorp. Il giudizio è buy (comprare) con target price 68 dollari, in flessione dai precedenti 79 dollari, ma le tipicità del suo business (è la maggiore banca cinese-americana) ne garantiscono le potenzialità di espansione. Il titolo, che capitalizza 7,75 miliardi di dollari, tratta 11,6 volte l'utile 2018 e 10,4 quello del 2019. Il dividend yield è rispettivamente 1,9 e 2,4%. 3) FCB Financial. Il rating è neutrale con con target price 42 dollari, in calo dai precedenti 54 dollari, perché l'andamento dei risultati di bilancio sarà condizionato dal merger con Synovus. Il titolo, che capitalizza 1,75 miliardi di dollari, tratta 10,5 volte l'utile 2018 e 9,3 quello del 2019. Non distribuisce il dividendo....
 
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MERCATO DELL’ARTE. Ottimi risultati per l’arte contemporanea da Sotheby’s New York

Affari Personali
Solo due lotti invenduti su 65 e quasi tutti prezzi milionari: il catalogo di arte contemporanea e del secondo dopoguerra proposto da Sotheby's la sera del 14 novembre a New York ha aperto nel migliore dei modi la serie di aste dedicate a questo periodo. Il ricavo complessivo di 362,6 milioni di dollari si colloca verso la stima alta pre-asta tra 278-376 milioni di $ e supera di una cinquantina di milioni il ricavo dell'analoga asta dell'anno scorso, sintomo di una crescita del mercato. Oltre la metà dei lotti proposti erano protetti da garanzie, due direttamente dalla casa d'aste, ma soprattutto ben 33 da parti terze, quindi metà del catalogo era di fatto venduto già prima di apparire sul podio. Questa crescente dipendenza dalle garanzie potrebbe divenire problematica nel lungo periodo ed è soggetto di forti critiche per il suo potenziale distorsivo dei prezzi, poiché dà un vantaggio asimmetrico a chi garantisce e partecipa all'asta....
 
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Vertice di Governo sul Dl fiscale. Verso riformulazione emendamento Bcc

Speciale
L'emendamento della Lega al decreto legge fiscale 119/2018 che in pratica “smonta” la riforma renziana delle Bcc verrà riformulato in un “testo 2”. Lo ha annunciato il presidente della commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai, primo firmatario della nuova proposta di modifica. L'obiettivo, ha spiegato, è quello di raggiungere «la massima condivisione possibile». Bagnai ha assicurato che sulla revisione delle norme sul credito cooperativo «non ci sono scissioni nella maggioranza». Il provvedimento nel suo complesso - dal 30 ottobre all'attenzione in prima lettura del Senato - è al centro di un vertice, tuttora in corso, convocato in serata a palazzo Chigi dal premier Conte. Presenti anche i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e i ministri Alfonso Bonafede (Giustizia) e Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento)....
 
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DOPO IL VERTICE DI GOVERNO. Manovra: stop al condono, via la dichiarazione integrativa. Gdf potrà accedere alla Superanagrafe dei conti

Speciale
Alla fine la dichiarazione integrativa speciale che tanto ha fatto discutere è destinata a scomparire dal testo del decreto fiscale per lasciare spazio alla sanatoria sugli omessi versamenti, ossia per chi ha dichiarato ma poi non è riuscito a pagare le imposte dovute a causa di assenza di liquidità o difficoltà economiche. È quanto si profila dopo il vertice di governo che si è svolto nella serata di giovedì 15 novembre a Palazzo Chigi. «Scompare la dichiarazione integrativa, quindi sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato», hanno fatto sapere Fonti M5S al termine del vertice presieduto dal premier Giuseppe Conte con i vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria ma a cui hanno partecipato anche i ministri Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro e i sottosegretari Laura Castelli, Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci. Un vertice per definire gli emendamenti da approvare al decreto fiscale (ora all’esame della commissione Finanze del Senato) e al termine del quale fonti dell’altro partito di maggioranza, la Lega, hanno comunicato che c’è stato «pieno accordo» nell’Esecutivo....
 
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L'allarme degli imprenditori: l'Italia è ferma

Inchieste
Crescere. E cresceremo. Con volitiva determinazione, Luigi Di Maio ripete da mesi il mantra scacciapensieri destinato, almeno nelle intenzioni, a rassicurare la nazione tutta sul futuro prossimo dell’economia italiana. Lo ha fatto anche nell’intervista pubblicata lunedì 5 novembre dal Financial Times, affermando con sprezzo del pericolo (o del ridicolo?) che l’Europa intera finirà per adottare la ricetta italiana per rilanciare la crescita. E cioè tagli alle tasse e aumento della spesa pubblica. Il vicepremier vola alto e pensa positivo (cit.), ma le sue parole, calate nella realtà quotidiana di migliaia di aziende grandi e piccole del Nord e del Centro Italia, suonano come la chiamata alle armi di un esercito depresso e preoccupato. «Da settembre, al ritorno dalle ferie, il clima è cambiato», afferma Paolo Agnelli, titolare dell’omonima azienda di Bergamo, leader in Italia nella lavorazione dell’alluminio....
 
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In Italia operano 15mila multinazionali straniere. Ecco cosa fanno.

Inchieste
È vero, importano più di quanto esportino all’estero. Ma ci sono settori nei quali rappresentano oltre un terzo dell’intero fatturato. E danno lavoro quasi ad un addetto ogni sette. Sono le multinazionali attive nel nostro Paese raccontate da alcuni dati che Istat ha appena diffuso. Numeri che raccontano di come nel 2016 fossero attive in Italia poco meno di 15mila multinazionali, con un aumento di circa il 4% rispetto all’anno precedente. Incremento che si è esteso anche al fatturato e al valore aggiunto, saliti rispettivamente di 10 e 9 miliardi. Le aziende a guida estera, spiega ancora Istat, pesano sul comparto dell’industria e dei servizi per il 7,9% degli addetti, il 18,3% del fatturato e il 14,4% degli investimenti....
 
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Cerved, per le pmi crisi alle spalle. Ma la crescita si è fermata

Inchieste
Gli anni bui della crisi sono alle spalle, ma per le piccole e medie imprese la ripresa si è fermata. È quanto mette in evidenza il Rapporto Cerved PMI 2018 secondo cui il volume del sistema imprenditoriale è cresciuto fino a 150 mila pmi, oltre i livelli del 2007, recuperando e redditività e continuando a rafforzare gli indici che sintetizzano la sostenibilità dei loro debiti finanziari, con performance particolarmente positive per le aziende a maggiore vocazione internazionale. Alle porte però si affaccia un un nuovo rallentamento. Diversi indicatori monitorati nel Rapporto durante la prima metà del 2018 suggerirebbero che la ripresa delle Pmi abbia raggiunto un suo picco positivo per poi rallentare o invertire la tendenza: ad esempio, nei primi sei mesi sono nate poche società di capitali, appena l'1,3% in più contro l'8,2% dell'anno scorso, mentre sono aumentate le liquidazioni volontarie (1.374, +3,1% su base annua). Quanto alle abitudini di pagamento, già dalla fine del 2017 sono tornati ad aumentare le fatture non saldate nei termini pattuiti e i giorni medi di ritardo (10,8 a giugno), nonché i ritardi gravi, superiori a due mesi, che in genere sfociano in mancati pagamenti o default....
 
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IL CUORE DELL’INDUSTRIA TEDESCA. Germania, l’auto soffre ma prepara il gran rilancio sull’elettrico

Inchieste
Un brutto terzo trimestre che ha pesato sul Pil, con vendite e produzione che a settembre sono bruscamente calate a causa della “distorsione” della nuova procedura di omologazione Wltp ma anche per colpa della guerra commerciale tra Usa e Cina e il conseguente raffreddamento della domanda cinese, segue un ottimo primo semestre 2018 e guarda ad un quarto trimestre già in ripresa, nonostante un ottobre ancora debole. È così che l’industria automobilistica tedesca prevede di chiudere un 2018 solido e intanto si prepara con massicci investimenti in R&S e nuove strategie per le grandi sfide del futuro: le auto elettriche ed autonome, la fine del diesel e la lotta contro l’inquinamento, le tensioni sul commercio mondiale a causa del protezionismo Usa, le turbolenze provocate da Brexit e in parte anche dall’instabilità politica in Germania. L’associazione dell’industria automobilistica tedesca Vda, alla luce degli ultimi dati, prevede che la produzione di auto in Germania nel 2018 raggiungerà i 5,3 milioni di unità (-7% rispetto al 2017) ed esportazioni pari a 4,1 veicoli (-6%)....
 
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Brexit, e ora che succede? Tutti i passaggi fino al 29 marzo

Inchieste
È stato descritto come il giorno più lungo per Theresa May. Uno dei tanti, in realtà, quando si scorrono a ritroso i due anni di trattative sulla Brexit. Dopo aver strappato in extremisil consenso del suo governo sull’accordo raggiunto a Bruxelles, la premier si trova sulle spalle una crisi che fa vacillare la sua leadership. L’incontro di giovedì con il Parlamento ha ridimensionato qualsiasi ottimismo, mentre i tempi per ultimare l’iter si fanno sempre più risicati. Nell’arco di poche ore May ha incassato prima la defezione di due ministri di peso (via il titolare del lavoro Esther McVey e sopratutto il ministro della Brexit, Dominic Raab) e poi la minaccia di una mozione di sfiducia, agitata dall’ultra-euroscettico Jacob Rees-Mogg. Rees-Mogg si dice convinto che May sarà sostituita «nel giro di settimane», non mesi, lasciando intendere di avere la forza parlamentare per costringerla a un passo indietro. In quel caso, l’ipotesi più probabile sarebbe il temuto scenario no-deal: una separazione brusca, senza accordi diplomatici. Ma ora?...
 
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Here's What the EU Could Do About Italy After Rome's Defiance

Internazionale
The European Commission may take its next step toward financial sanctions for Italy next week. The escalation follows the Italian government’s decision to stick with its 2.4 percent budget deficit target and 1.5 percent growth forecast for next year. Rome defied warnings by the European Commission, which had demanded changes to ease concerns about excessive spending and overly optimistic growth estimates. Key Steps Since Italy stuck to its guns, the commission is expected to say the country’s budget is in breach of EU fiscal rules when it issues its opinions on euro-area draft budgets on Nov. 21. The EU’s executive arm is also expected to bring forward the publication of a report on Italy’s debt, which will likely say the government isn’t sufficiently reducing its debt. The publication of the report, which has to be endorsed by EU governments, will trigger a so-called excessive deficit procedure, the first step in a process that could lead to disciplinary actions, including financial sanctions....
 
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Italy’s Banks Leap Aboard a Burning Ship

Internazionale
You can’t say Italy isn’t creative when it comes to rescuing its banks. Banca Carige SpA, a mid-sized lender based in Genoa, has been under pressure from the European Central Bank to strengthen its capital base. Investors were reluctant to meet these demands, leaving the bank at the risk of resolution (an orderly failure, in other words). On Monday, the rest of the Italian banking system came to the rescue. Carige issued up to 400 million euros ($450 million) in subordinated debt, which should be enough to appease the ECB. A finance industry fund said it would buy up to 320 million euros, should Carige not find enough takers. Italy’s banks have clearly decided that a failing bank is the last thing they need. The recent increase in government bond yields is putting pressure on their large stock of sovereign debt. With the risk of a slowing economy and rising funding costs, little wonder they don’t want any new shocks....
 
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The London Report: Brexit risk hits banks and utilities

Internazionale
Utilities including SSE and Drax bore the brunt of the UK’s double-whammy of political risks. The potential collapse of Brexit negotiations stoked fears about credit costs and nationalisation under a Labour government while a European court ruling threatened to upend the UK’s power subsidy programme. The Court of Justice of the EU temporarily suspended the UK’s energy capacity market, deeming that payments under the scheme were illegal under state aid laws. “This is a clear negative for UK generators with exposure to the capacity markets,” said RBC. Capacity trading had been expected to provide around 13 per cent of Drax’s 2020 net income. Brexit chaos proved a two-way pull on the wider UK market with sectors such as housebuilding tumbling while a weak pound lifted miners and exporters. Royal Bank of Scotland led the FTSE 100 fallers on a cocktail of uncertainty around domestic credit conditions, ...
 
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Germany to spend €3bn on boosting AI capabilities

Internazionale
Germany will spend €3bn to boost its artificial intelligence capabilities over the next six years, as part of a belated effort by Berlin to catch up with leading AI nations such as China and the US. The spending pledge is part of a national AI strategy approved by Angela Merkel’s cabinet on Thursday, following a two-day seminar on digital challenges attended by the chancellor and her ministers. Berlin expects federal funding to be matched by the private sector, taking investment to at least €6bn.  “Today, Germany cannot claim to be among the world leaders in artificial intelligence,” Ms Merkel told journalists after the meeting. “Our aspiration is to make ‘Made in Germany’ a trademark also in artificial intelligence, and to ensure that Germany takes its place as one of the leading [AI] countries in the world.” ...
 
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A central bank digital currency could be around the corner, if you believe the IMF

Internazionale
The head of the International Monetary Fund believes it’s time for global central banks to explore the idea of a state-backed digital currency. “I believe we should consider the possibility to issue digital currency. There may be a role for the state to supply money to the digital economy,” said Christine Lagarde in prepared remarks for delivery Wednesday local time at the Singapore Fintech Festival. Lagarde’s remarks come on the back of the release of an IMF paper titled “Winds of Change: The Case for New Digital Currency.” Focusing on domestic use of the nascent technology, Lagarde said virtual currencies could improve businesses conditions in remote regions where cash may no longer be an option, adding that the private sector shows little interest in helping marginalized communities: “We know that banks are not exactly rushing to serve poor and rural populations.”...
 
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L'Intelligenza artificiale entra in azienda: investimenti da più della metà delle imprese

Tecnologia
Gli imprenditori italiani scommettono sull'Intelligenza artificiale, con il 52 per cento di loro che dicono di voler investire entro i prossimi tre anni. Per molti è anche una necessità, visto che si sale oltre il 70% di risposte favorevoli quando si parla di spese per la cybersecurity, ovvero per proteggersi da attacchi informatici sempre più frequenti. In coda alla classifica degli investimenti tecnologici, da parte delle aziende medio-grandi, si trova quindi l'Internet delle Cose (37%). Questo è quanto emerge dal Dell Technologies Digital Transformation Index (the DT Index), uno studio sviluppato in collaborazione con Intel basato su dati quantitativi di Vanson Bourne, che traccia un quadro complessivo dello stato dell'arte della trasformazione digitale in vari Paesi del mondo e traccia le difficoltà e le aspettative sul tema dei vari business leader globali. L'urgenza di intervenire, presso il tessuto produttivo italiano, è alta: secondo la ricerca, in Italia attualmente solo il 10% della medie-grandi aziende viene considerato "leader digitale". "Una dato basso, ma in rialzo rispetto al 2,0% rilevato nell'edizione del 2016", dice lo studio. "Tuttavia, c'è un significativo ottimismo per il futuro: solo il 17% delle aziende italiane pensa che non riuscirà a soddisfare la domanda di clienti sempre più evoluti da qui a 5 anni". Anche i manager...
 
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I GUAI DI ZUCKERBERG. Russiagate e Cambridge Analytica, il Nyt: Facebook ha cercato di nascondere le prove

Tecnologia
Un'inchiesta del New York Times entra nel ventre di Facebook per portare a galla tutto quanto successo negli ultimi mesi: dal Russiagate a Cambridge Analytica. E svela che a Menlo Park non solo sapevano tutto da tempo, ma che avrebbero anche cercato di confondere le acque, di nascondere, di sviare. Una storia molto approfondita che lascia più di una perplessità, soprattutto relativamente alla condotta mantenuta dal Ceo dell'azienda, Mark Zuckerberg, e dalla Coo, Sheryl Sandberg. Entrambi, secondo il quotidiano newyorkese, sono rei di aver prima sottovalutato i problemi dell'azienda, per poi cercare di nasconderli. Secondo il Times, «nei momenti critici degli ultimi tre anni, Zuckerberg e Sandberg sono stati distratti da progetti personali e hanno delegato le decisioni in materia di sicurezza e politica ai subordinati»....
 
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CRIPTOVALUTE. Parte la scissione del Cash, il bitcoin in caduta scende sotto i 100 miliardi di valore

Tecnologia
Dopo un lungo periodo di relativa stabilità, la “guerra civile” delle criptovalute ha riportato il bitcoin sulle montagne russe. Puntando con decisione al ribasso: la più famosa tra le criptovalute, che da diverse settimane rimaneva attorno ai 6.300-6.500 dollari, ha lasciato sul terreno nelle ultime 24 ore più del 10% crollando al di sotto della soglia di 6.000. Nel pomeriggio quotava attorno a 5.500 dollari, sui livelli minimi dell’ultimo anno, con una capitalizzazione caduta al di sotto del livello di 100 miliardi di dollari: 95 miliardi contro un picco di circa 320 miliardi lo scorso dicembre, quando il bitcoin aveva toccato il suo massimo storico dopo un lunghissimo periodo tutto al rialzo. Il sito Cryptonomist segnala anche che stamane, quando bitcoin è arrivato in area 5500 dollari c’è stata una transazione da oltre 100mila bitcoin, pari a circa 600 milioni di dollari, che ha in qualche modo calmierato il mercato....
 
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Zuckerberg di nuovo sotto accusa. “Non sapevo nulla della società di lobbyng che per Facebook screditava Soros”

Tecnologia
Il fondatore del social network risponde alle accuse del New York Times. Nega di aver dato lui l’ordine di assumere l’azienda di lobbying di Washington per accostare le voci critiche al finanziare preso di mira da destra e populisti. “Abbiamo subito rotto il contratto”, racconta. Immediata la replica della Open Society Foundations di Soros: “Stai minando le basi della democrazia” “Ho grande rispetto per George Soros, anche se non siamo d’accordo su alcune cose, e appena sono venuto a conoscenza dei fatti ho interrotto il contratto con la società di di lobbying Washington, la Definers”. Mark Zuckerberg torna a difendersi ancora una volta. La conferenza stampa online organizzata per raccontare i passi avanti nel controllo dei contenuti e annunciare alcune novità importanti, è stata monopolizzata dall’inchiesta del New York Times....
 
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Ennesimo crollo del Bitcoin. Per Roubini il vero valore è zero

Tecnologia
Prosegue e si aggrava l'ondata di cadute delle "criptovalute", con un effetto traino che si autoalimenta nel crollo del Bitcoin, il più noto di questi prodotti e che dopo aver infranto al ribasso i 6.000 dollari segna una caduta di un ulteriore 12 per cento a 5.427 dollari. Giù anche l'Etherum, meno 13 per cento a 173 dollari e, secondo la piattaforma Coindesk, anche il Litecoin, meno 14 per cento a 41 dollari. L'effetto domino ha innescato una fuga di capitali dalle società quotate in Asia e a Wall Street legate al settore. "Potrei gongolare del crollo del Bitcoin. Ma resta ancora lontano da quello che è il suo vero valore: zero", è il caustico commento dell'economista Nouriel Roubini. Anzi, "dato che il Bitcoin è alla base di disastri ambientali e di inquinamento il suo vero valore è negativo"....
 
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Pixel, arriva la modalità 'foto notturna': l'intelligenza artificiale accende la luce

Tecnologia
Come funziona la modalità Foto notturna? In sostanza si adatta costantemente all’ambiente circostante e all’utente, in qualsiasi condizioni si trovi lo smartphone (per esempio in mano o appoggiato). Prima dello scatto l’app misura il naturale tremolio della mano e quanto movimento appare sulla scena da immortalare. Se il telefono è stabile e la scena è ferma, la modalità catturerà la luce per più tempo per minimizzare il rumore. Se, invece, Pixel si muove o nella scena c'è molto movimento, sfodererà esposizioni più brevi, catturando meno luce per minimizzare le sfocature. In particolare, se il soggetto si muove durante lo scatto il particolare setting della fotocamera si adatterà per evitare che dei piccoli movimenti rovinino la foto. Vale a dire che invece di scattare una sola foto luminosa ma mossa potrà catturare la stessa quantità di luce attraverso di diverse foto scure ma nitide. Mescolandole e unendole, il risultato sarà appunto evitare aloni e sfocature e dare luminosità alla foto. Infine, sfruttando una rete neurale, Foto notturna bilancerà i colori della foto, in modo che siano fedeli alla realtà....
 
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Banche, la Lega salva le Bcc: cancellato l'obbligo di aderire ai gruppi unici

Economia
Il governo lavora sulla riforma delle Bcc. La Lega ha proposto di far saltare l'obbligo per le piccole casse di credito cooperativo - alcune delle quali oggetto di vicende giudiziarie, come nel caso di Verdini e del Credito fiorentino - di aderire ai grandi gruppi unici, scardinando la riforma del 2016. E' quello a cui mirano gli emendamenti al decreto fiscale depositati dalla Lega in Commissione Finanze del Senato. Richieste di modifica secondo cui le "banche hanno la facoltà di adottare, in alternativa alla costituzione del gruppo bancario cooperativo, sistemi di tutela istituzionale" secondo il modello tedesco. Le modifiche alla riforma delle Bcc. Il cantiere è aperto e, secondo quanto riporta l'Ansa, la maggioranza di Lega e M5s punta a trovare una soluzione condivisa fra le varie forze politiche, anche di opposizione, per intervenire sulla riforma delle Bcc. Secondo riferito, il lavoro in corso supererebbe le proposte avanzate finora anche dai partiti di maggioranza come modifiche al decreto legge fisco....
 
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IL GRUPPO NELLA BUFERA. Telecom, il nodo è sempre la rete. Ecco perché a Elliott piace lo spin-off

Economia
A dodici anni di distanza dal piano Rovati, il nodo per Telecom è ancora la rete. Più ancora che la svalutazione da 2 miliardi dell’impairment test, quel che è costato il posto di ceo ad Amos Genish è stata la sua posizione sulla rete, “pregiudizialmente” contraria alla perdita di controllo sull’infrastruttura. Ora, il “pregiudizio” può ben avere ragion d’essere in ottica industriale, ma di fatto ostacola il dialogo col Governo, pronto a mettere sul piatto lo zuccherino del “Rab” per favorire la creazione di una rete unica con Open Fiber. Il Rab - Regulatory asset base - è il meccanismo utilizzato per stabilire, per esempio, i pedaggi autostradali, che incentiva gli investimenti (più sono consistenti, più sono alte le tariffe) e offre agli operatori stabilità sui ricavi unitari. Ma il Rab può essere utilizzato solo in regime di monopolio e soprattutto, nel campo delle tlc dove finora non ha trovato applicazioni rilevanti, solo a gruppi non “verticalmente integrati”, che significa a infrastrutture indipendenti dagli operatori che gestiscono i servizi. Oltretutto è atteso oggi dall’europarlamento il via libera al nuovo codice delle comunicazioni elettroniche che restringe i vantaggi regolatori ai soggetti che operano solo all’ingrosso, come appunto Open Fiber....
 
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Tim, la palla è nelle mani della Cdp

Economia
Titolo Tim sotto quota 0,52 euro a Piazza Affari (-3,98% a 0,5166 euro con un minimo intraday a 0,5154 euro, livello già toccato lo scorso 9 novembre, complice il downgrade di Bernstein da outperform a underperform, nuovo target price a 0,40 euro) dopo che ieri il cda ha revocato le deleghe all'amministratore delegato, Amos Genish, e ha convocato un board per il prossimo 18 novembre per la nomina di un nuovo ceo. Il nome più probabile, secondo quanto anticipato ieri da milanofinanza.it, è quello di Alfredo Altavilla, ex capo di Fca per l'Europa. Altavilla dovrebbe essere affiancato da uno o più direttori generali, vista la mancanza di esperienza del manager nel settore tlc: tra questi il direttore finanziario, Piergiorgio Peluso, il direttore del business domestico, Lorenzo Forina, il direttore infrastrutture wholesale, Stefano Siragusa, e l'ex ad di Tim Brasil, Stefano De Angelis. Ma c'è chi non esclude che Vivendi possa sostenere la candidatura di Luigi Gubitosi, attualmente consigliere in quota Elliott, su cui far convergere il fondo americano....
 
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Carige, Consob vieta le vendite allo scoperto

Economia
Dopo aver perso ieri il 48,65% a 0,0019 euro per azione, oggi interviene la Consob su Carige . Per l'intera seduta borsistica l'autorità ha sospeso le vendite allo scoperto sul titolo dell'istituto ligure, che nel frattempo ha toccato poco più di 105 milioni di euro di capitalizzazione a Piazza Affari. Il divieto, precisa l'autorità di controllo nella nota, riguarda le vendite assistite dalla disponibilità dei titoli e quindi estende e rafforza la portata del divieto alle cosiddette vendite naked, già in vigore dal 2012. Il mercato si attende anche la comunicazione sull'accorpamento delle azioni nel rapporto di uno a mille, come riporta oggi MF-Milano Finanza. Il valore finale del titolo passerebbe quindi 1,9 euro per azione. La banca ora si appresta a una doppia operazione per rientrare nei paramentri di sicurezza previsti dalla Bce. Ovvero il salvataggio dell'operatività a breve attraverso l'emissione di un bond Tier2 da 320+80 milioni di euro e, ad aprile, aumento di capitale per pari importo....
 
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Exor lancia buy back da 300 milioni

Economia
Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha varato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 300 milioni di euro. La cifra è pari al 50% del dividendo straordinario che la società si aspetta di ricevere da Fca dopo la chiusura della vendita di Magneti Marelli, prevista nel primo semestre 2019. Il programma di buy back viene considerato da Exor come un'opportunità di investimento, nell'ambito della strategia per allocare capitali e remunerare gli azionisti. Il programma avrà una durata di 18 mesi (scadenza a fine novembre 2019) e sarà messo in atto nella cornice di quanto deciso durante l’assemblea generale degli azionisti dello scorso 29 maggio, che aveva autorizzato il buyback di azioni ordinarie per un massimo di 500 milioni di euro e per un numero massimo di titoli non superiore ai limiti fissati per legge....
 
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Pirelli, utile quasi raddoppiato in 9 mesi ma i ricavi 2018 scenderanno

Economia
Nove mesi sopra le previsioni per Pirelli & C che ha confermato gli obiettivi di redditività dell'intero esercizio mentre sul fronte dei ricavi ci sarà un leggero passo indietro rispetto al 2017 quando il fatturato raggiunse i 5,35 miliardi. Pirelli ha registrato un utile netto totale di 371,4 milioni di euro nei primi nove mesi dell'esercizio (123,9 milioni un anno fa) e un risultato netto delle sole attività in funzionamento di 378,1 milioni (da 198,9 milioni) su ricavi scesi del 2,8% a 3,925 miliardi a livello assoluto ma cresciuti del 4,4% su base organica. L'ebitda "rettificato" escludendo oneri non ricorrenti e di ristrutturazione è di 907,7 milioni di euro (da 836,3 milioni) e l'ebit "rettificato" escludendo ammortamenti di intangible asset, oneri non ricorrenti e di ristrutturazione è di 700,1 milioni (da 642,2 milioni). Il consensus degli analisti l'utile netto dalle attività in continuità a 295 milioni di euro, l'ebitda adjusted a 896 milioni e l'ebit adjusted a 696 milioni di euro. I ricavi erano stimati a 3,933 miliardi di euro....
 
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Mediaset ko: i broker abbassano i target, ma il dividend yield è generoso

Economia
Il titolo Mediaset crolla a Piazza Affari, segnando un ribasso del 7,82% a 2,453 euro. Ieri il gruppo, dopo la chiusura dei mercati, ha pubblicato la trimestrale che si è chiusa con un utile netto di gruppo pari a 27 milioni di euro, in calo rispetto ai 34,5 milioni realizzati nello stesso periodo del 2017. E, secondo quanto anticipato da MF Milano Finanza, la società guidata dall'ad, Pier Silvio Berlusconi, potrebbe tornare al dividendo a valere sul bilancio 2018. In conference call il management ha commentato quest'ipotesi affermando che sulla base di un obiettivo di debito/ebitda pari a 1, l'eventuale extra cash sarà distribuito agli azionisti. Ma oggi Kepler Cheuvreux ha ridotto il prezzo obiettivo da 3,1 a 2,7 euro dopo i conti trimestrali "in linea" e "l'outlook debole sulla pubblicità". Le stime di utile per azione 2019-2020 sono state abbassate del 15%. Rating hold confermato. Mentre Equita ha abbassato del 5% la stima di utile 2019 e il target price del 4% a 3,2 euro (rating hold) perché "la visibilità sul trend della raccolta pubblicitaria rimane bassa tanto che sono state limate le stime di raccolta dell'1%....
 
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Il Sole 24 Ore: migliora ebitda, ridotte le perdite nei primi 9 mesi

Economia
Il margine operativo lordo de Il Sole 24 Ore nei primi 9 mesi del 2018 al netto di oneri e proventi non ricorrenti, è positivo per 2,4 milioni e si confronta con il valore negativo di 11,5 milioni al 30 settembre 2017 riesposto. L’ebitda al 30 settembre 2018 è positivo per 0,2 milioni e si confronta con un risultato negativo di 34,5 milioni del 2017 riesposto. Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante, al netto di oneri e proventi non ricorrenti, è negativo di 5,5 milioni (-20,4 milioni di euro dello stesso periodo del 2017 riesposto). Il risultato netto è negativo per 9,0 milioni e si confronta con un risultato negativo di 51,2 milioni di euro al 30 settembre 2017. I margini operativi, si legge in una nota del gruppo, beneficiano della significativa riduzione dei costi diretti e operativi pari ad un valore complessivo di 88,7 milioni, in calo di 17,9 milioni (-16,8%) rispetto al 30 settembre 2017 riesposto....
 
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OfNews

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