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Quanto deve dare un conto di deposito per battere l’inflazio... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Almeno il 4% (lordo). E per il 2013? L’inflazione salirà, scenderà o resterà stabile alla soglia record del 3%? Dipende. Dalle scelte politiche sull’aumento dell’Iva e dalle decisioni della Banca Centrale Europea. Ecco quali prodotti conviene acquistare oggi per riuscire a fronteggiare il tasso di inflazione tra un anno. In ciascuno dei tre scenari possibili

Quanto deve dare un conto di deposito per battere l’inflazione?

Il tasso di inflazione nel 2012 ha raggiunto, in media, la soglia del 3%, dice l’Istat. Due decimi di punto percentuale in più rispetto al 2011. I prezzi dei beni di consumo sono cresciuti più velocemente di quanto avvenne nel 2008, l’anno dello scoppio della grande crisi economica mondiale. E il potere d’acquisto delle famiglie ha continuato a erodersi in quasi tutti i settori. In un contesto simile, i conti di deposito, tornati in gran voga nell’ultimo anno, possono davvero salvaguardare la liquidità e, magari, riuscire anche a far guadagnare qualcosa? E soprattutto, potranno continuare a farlo il prossimo anno?

Secondo l’Ue l’inflazione scenderà al 2% nel 2013 e all’1,7% nel 2014. Mentre l’Osservatorio Prezzi e mercati di Unioncamere stima che nei primi mesi del 2013 si assisterà a una riduzione che porterà il tasso sotto la soglia del 2%. I più ottimisti, poi, fanno notare che le premesse per sperare in un miglioramento delle condizioni già ci sono. A dicembre 2012, infatti, il tasso di inflazione si è fermato al 2,4%, dal 2,5% di novembre, ritornando ai più contenuti valori di febbraio 2011. Riportandosi anche più o meno in linea con il valore rilevato dall’Eurostat in tutta l’Eurozona che, sempre a dicembre 2012, si è assestato a quota 2,2%. Anche dall’Europa sembrano arrivare segnali positivi. Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, infatti, lo scorso dicembre ha ipotizzato per l’Eurozona, una riduzione dell’inflazione a tassi inferiori alla media del 2%.

Una boccata d’aria fresca, che però, per l’Italia, durerà solo pochi mesi. Ue e Unioncamere, infatti, assicurano che già a metà 2013, a seguito dall’aumento dell’Iva di un punto percentuale, si potrebbe assistere a un rialzo del tasso di inflazione. Su questo punto, però, permangono delle incertezze. Il Presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, sembra disposto a ritrattare l’incremento previsto in entrata per il prossimo luglio. Mentre dal canto loro, i leader delle coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, Berlusconi e Bersani, hanno dichiarato apertamente la loro contrarietà.

Molto, dunque, dipenderà dalle prossime elezioni politiche. In caso di aumento la dinamica dei prezzi potrebbe tornare al rialzo, provocando un nuovo incremento. Qualora, invece, la proposta di incremento dell’Iva venisse abbandonata, si avrebbero più ragioni per sperare in un’inversione di tendenza. D’altro canto, però, voci di corridoio assicurano che la Bce sia pronta a intervenire per tagliare ulteriormente i tassi di riferimento. In questa circostanza, prevedono gli analisti più pessimisti, ci potrebbe essere un probabile nuovo incremento dell’inflazione, non solo a livello Europeo.

Ma si tratta, comunque, solo di ipotesi. Chi oggi sottoscrive un conto di deposito a 12 mesi o anche di più, ad un certo tasso di interesse, a fine 2013 dovrà fare i conti con il tasso di inflazione medio registrato alla fine dell’anno per scoprire se ci avrà davvero guadagnato. Mentre ai tassi civetta delle offerte attive, sempre rendimenti lordi, andrà sottratta la tassazione del 20%. Oltre alle spese relative ai bolli pari allo 0,1% del capitale in giacenza, per tutto il 2012, con un minimo di 34,20 euro, e allo 0,15% a partire dal 2013.
---- Of-Osservatorio finanziario ha analizzato i prodotti sul mercato oggi, mettendo a confronto i rendimenti applicati. Utilizzando per l’analisi gli oltre 30 depositi costantemente monitorati e inseriti all’interno del DBPB (DataBase dei Prodotti Bancari) di Of. E ha scoperto che, per guadagnarci qualcosa, è necessario sottoscrivere conti con rendimenti a 12 mesi almeno del 4% (lordo). Ecco cosa conviene acquistare, in ciascuno dei tre scenari possibili.

Se il tasso di inflazione resta al 3%...
Per guadagnare extra rendimento su un tasso di inflazione del 3%, è necessario scegliere conti di deposito con una remunerazione superiore al 3% sui vincoli a un anno, o anche di più. Così, per esempio, su un rendimento garantito del 4% lordo sui 12 mesi, a fine anno, cioè al termine del periodo di vincolo, si potrà ottenere un rendimento netto del 3,20%. 320 euro al massimo se si considera un investimento minimo di 10.000 euro. Che diventano 285,8 al netto dell’imposta di bollo.

Tante, comunque, le promozioni, soprattutto sui depositi vincolati, che superano la soglia del 4%. Sui 12 mesi la più aggressiva è Banca Marche che, con Deposito Sicuro, garantisce un lordo del 5%, pari al 4% netto. Con IBL Banca si può portare a casa un rendimento del 4,50% lordo, equivalente al 3,60% netto. Segue il 4,25% lordo (3,40% netto) offerto da ContoInCreval di Creval e da Deposito SemprePiù Web di Banca Popolare di Vicenza. Mentre non supera il 4,10% (3,28% netto) Rendimax Top di Banca IFIS e ContoForte di MedioCredito del Friuli Venezia Giulia.

Se il tasso di inflazione scende…
Supponendo che la media dell’inflazione italiana scenda, nel corso dell’anno, si può optare anche per conti di deposito con rendimenti un po’ ridimensionati. Oltre alle offerte che superano, sul lordo, la soglia del 4%, infatti, sul mercato spopolano promozioni con tassi di poco più contenuti, che in caso di riduzione dell’inflazione diventerebbero sempre più appetibili.
Deposit@ di Unipol Banca arriva al tondo 4% lordo (3,20% netto). InMediolanum di Banca Mediolanum scende al 3,60% (2,88% netto). Conto Arancio di ING Direct si assesta al 3,50% (2,80%).

Poi ci sono i depositi liberi, senza vincoli di tempo predeterminato che consentono di rientrare in possesso delle somme depositate in qualsiasi momento. Banca IFIS, oltre al deposito Libero al 2% (1,6% netto), ha a catalogo anche Rendimax Like, che garantisce a tutti, non solo ai nuovi clienti, il 3,75% (3% netto), mentre il capitale resta disponibile solo a chiamata. Cioè dopo averlo prenotato, è necessario attendere 33 giorni prima di vederlo accreditato direttamente su Rendimax Libero.

Spesso, però, le offerte civetta restano in vigore solo per pochi mesi. Deposito Sicuro di Banca Marche, infatti, garantisce il 3,60% lordo annuo per sei mesi in promozione e solo per nuovi clienti che depositano da un minimo di 5.000 a un massimo di 3.000.000 euro. Mentre al termine del periodo promozionale resta applicato un rendimento più ridimensionato dell’1%. Così, il tasso netto che si ottiene dopo un anno di giacenza, pari all’1,84%, garantisce un guadagno, nell’ipotesi di un investimento di 10.000 euro, di soli 184 euro. Che diventano 149,80 sottraendo i bolli, a carico del cliente.

---- IWBank, invece, propone IWPower Special a Vista al 2,50%, in promozione fino a fine marzo 2013, a tutti i clienti che apportano nuova liquidità. Gli interessi sono accreditati mensilmente, maturano nei tre mesi di validità della promozione, e non risentono dell’applicazione dell’imposta di bollo. Al termine del periodo in offerta, dal 1° aprile 2013, verrà applicato un tasso pari allo 0,25%. Ma poiché il rendimento del 2,50% lordo è solo annuale, significa che a un mese il tasso netto applicato è dello 0,168%. Quindi, su una giacenza di 10.000 euro al termine dei tre mesi di promozione il guadagno netto sarà pari a circa 50 euro.

Se il tasso di inflazione sale…
Sebbene le previsioni di Ue e Unioncamere parlino di riduzione del tasso di inflazione, almeno nei primi mesi dell’anno, non è comunque detto che la media complessiva di fine 2013 non sia superiore a quella registrata nel 2012.
In questo caso, sono pochi i prodotti che effettivamente permetteranno di guadagnare qualcosa. Qualora l’inflazione raggiungesse la soglia record del 3,30%, già sperimentata a giugno 2012, dei rendimenti over the top promessi dai depositi sul mercato rimarrebbe ben poco.

I prodotti che offrono di più hanno vincoli sempre più lunghi. Se si accetta di mantenere le somme bloccate in deposito per oltre un anno, si può guadagnare qualcosa di più. Quantomeno nei primi 12 mesi. Banca Marche con il 4,55% previsto sui 18 mesi da Deposito Sicuro arriva, per esempio, al 3,64% netto per i primi 12 mesi, mentre dal secondo anno la remunerazione scende all’1,82%. Rendimax Vincolato Top, che sempre sui 18 mesi garantisce il 4,30% lordo, arriva a un netto del 3,44% per tutto il primo anno, mentre per i restanti 6 mesi la remunerazione prevista non supera l’1,72%. Anche se, al termine del vincolo, le giacenze confluiscono sul deposito libero con un massimo lordo del 2%. Non sono inoltre previste spese extra per l’imposta di bollo, che resta a carico della banca.

Il Deposito SemprePiù Web di Banca Popolare di Vicenza vincolato a 18 mesi garantisce un tasso lordo annuo del 4,25%. Pari al netto 3,40% per il primo anno, e all’170% per gli anni successivi. Il tasso promozionale, riservato solo ai nuovi clienti, richiede però anche la sottoscrizione del conto corrente SemprePiù Web collegato.

Se si scommette sul futuro
Più l’investimento si allunga, più incrementano i rendimenti applicati. Infatti, la media dei rendimenti dei depositi vincolati a 12 mesi è del 3,42% lordo all’anno. Quella dei vincoli a 18 mesi arriva al 3,47%. Mentre i valori medi registrati salgono al 3,85%, 3,87%, 4,15% e 4,75% rispettivamente per depositi a 24, 36, 48 e 60 mesi.
Anche se, in questo caso, la scommessa sul futuro andamento del tasso di inflazione rischia di diventare molto più complicata da gestire, andando a coinvolgere lassi di tempo troppo lunghi (anche 5 anni) per fare delle previsioni.

Tra i prodotti in offerta oggi, quelli che offrono di più per ciascuna categoria sono: MPS con Conto Italiano Benvenuto sui 48 e i 60 mesi e SiConto di Banca Sistema sui 24 mesi e 36 mesi. MPS, infatti, arriva al lordo 4% sui 48 mesi e al 5% sui 60. Che equivalgono a una remunerazione netta del 3,20% e del 4% all’anno. Per un guadagno complessivo di 320 euro e 400 euro ogni 12 mesi. Banca Sistema, invece, offre il 4,80% lordo sui due anni, che significa un rendimento netto del 3,84%. Pari a un guadagno di 384 euro all’anno nel caso di un investimento di 10.000 euro. Mentre sui 36 mesi il tasso di interesse applicato è del 5,20%, per un netto del 4,16% all’anno. I bolli sono a carico della banca, gli interessi vengono liquidati solo alla scadenza del contratto, e non è prevista alcuna remunerazione in caso di sblocco anticipato.

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