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MeteoSoldi: si segnalano venti forti di recessione. Ecco dov... OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Le migliori opportunità di diversificazione per i prossimi tre mesi, in cinque mosse. In pole position, le obbligazioni societarie e i titoli governativi dei paesi periferici dell’euro (tra cui l’Italia). Mentre si segnala il ritorno di fiamma per l’oro, che dopo avere subito forti cali nella scorsa primavera, sta recuperando i massimi degli ultimi 12 mesi

MeteoSoldi: si segnalano venti forti di recessione. Ecco dove mettere al riparo i risparmi

Recessione nell’eurozona, come reagire? I più recenti dati dell’agenzia di rating Standard & Poors’s confermano che l’insieme dei paesi che adottano la divisa comune europea sta precipitando in una nuova recessione, che sarà particolarmente accentuata in Italia e in Spagna. I due paesi presentano infatti i maggiori problemi di sostenibilità del debito e di difficoltà a ristabilire un corretto meccanismo di crescita economica.

La notizia non è una sorpresa, ma pone comunque ai risparmiatori nuovi problemi di diversificazione delle scelte di portafoglio. Tanto più che anche negli Stati Uniti e nel resto del mondo la congiuntura non sembra destinata a procedere con il vento in poppa. OF fa il punto sulle migliori opportunità di diversificazione per i prossimi tre mesi, che vedono in pole position, le obbligazioni societarie, i titoli governativi dei paesi periferici dell’euro (tra cui l’Italia) e segnalano il ritorno di fiamma dell’interesse per l’oro, che dopo avere subito forti cali nella scorsa primavera, sta recuperando i massimi degli ultimi 12 mesi.

I dati macroeconomici peggiorano. La settimana scorsa l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha diffuso uno studio contenente le nuove previsioni per il consuntivo del 2012 e per il prossimo anno. Il prodotto interno lordo dell’eurozona dovrebbe calare dello 0,8% per l’anno in corso (le previsioni precedenti indicavano un andamento di -0,7%) e fermarsi a un crescita zero nel 2013 (l’ipotesi prcedente era di un modesto 0,3%). La situazione sarà particolarmente difficile in Italia e in Spagna, dove il Pil nel 2012 calerà rispettivamente del 2,4% (Italia) e dell’1,8% (Spagna), mentre il prossimo anno l’Italia dovrebbe attestarsi su di un -0,8% contro un calo più accentuato dell’1,4% in Spagna.

A questo punto solo nel 2014 è prevista una “ripresina”, con un aumento della ricchezza prodotta pari al +0,9% in Italia e al +0,7% in Spagna. Le uniche buone notizie provengono dal fronte dell’aumento dei prezzi che, in Italia dovrebbe scendere dal +3% del 2012 al +2% del 2013, per poi addirittura crollare a un +0,5% l’anno successivo. Abbastanza stabile la dinamica del costo della vita nel resto dell’eurozona.
In risposta a questi scenari macroeconomici gli strategist di portafoglio di Société Générale, uno dei principali gruppi bancari francesi, suggeriscono una risposta in cinque mosse. ---- Scommettere sui titoli governativi fino a 3 anni del Tesoro spagnolo

I titoli con scadenza fino al luglio del 2014 dovrebbero essere quelli che trarranno maggiore beneficio dagli interventi di sostegno del piano EFSF/ESM messo a punto dalle autorità politiche e monetarie europee per ridurre gli spread in Europa. I tassi sul breve termine, che attualmente viaggiano intorno a un livello del 4%, dovrebbero scendere fino al 2,5%. E questo movimento è in grado di determinare un incremento nel valore capitale dei titoli già emessi. In modo più attenuato, questo fenomeno potrebbe interessare anche i titoli di Stato italiani.

Tuttavia i rendimenti dei Btp di breve termine, fino a tre anni, sono già scesi in modo significativo. Rimangono invece elevati sulle scadenze più prolungate, come dimostra l’asta dei Btp decennali della settimana scorsa in cui i rendimenti si sono attestati intorno al 5,2%.

La scommessa di molti strategist è che il miglioramento del mercato del reddito fisso in Spagna possa estendersi anche alla componente di lungo periodo del debito pubblico italiano. Se infatti il differenziale di rendimento sui decennali italiani, che adesso è di circa 360 punti base rispetto al bund tedesco, dovesse ridursi di 100 punti, le quotazioni dei Btp con scadenza 2022 potrebbero reagire con un rialzo delle quotazioni di circa il 7%. ---- Puntare su azioni ad alto dividendo e di buona qualità, vale a dire con bilanci solidi e poco indebitate

Il tema dell’investimento azionario su società che pagano elevati dividendi è ampiamente condiviso da quasi tutte le case di investimento che operano in Italia ed in Europa. Dividendi alti e ripetibili, quindi destinati a non essere ridotti da un anno all’altro, rappresentano una garanzia di rendimento per l’investitore e un paracadute per le quotazioni, visto che le azioni ad alto reddito sono meno vulnerabili agli choc di mercato.

In Italia le società con queste caratteristiche sono numerose. Le grandi utilities di rete, come Terna e Snam Retegas offrono un rendimento per dividendi superiore al 6%. Eni, ha una “cedola” analoga, e sebbene le quotazioni del titolo siano abbastanza stabili non si può escludere che una possibile impennata del prezzo del petrolio (alimentata per esempio dalle tensioni politiche nel Medio Oriente) possa tradursi in una forte crescita delle quotazioni del barile e di conseguenza delle major del settore. Maggiore cautela è suggerita dagli analisti per il titolo Enel, il cui rendimento per dividendi del 4,5% risente del recente taglio degli utili distribuiti, mentre la società opera prevalentemente nei due mercati più deboli dell’eurozona, l’Italia e la Spagna.

Aumentare l’esposizione sull’Eurostoxx 50 e ridurle sull’indice S&P500 della borsa americana

Questa strategia di investimento può essere facilmente realizzata da un piccolo investitore con l’utilizzo degli ETF, i fondi passivi che replicano gli indici internazionali. La logica di questa indicazione è che nonostante la recessione in atto le quotazioni dell’indice Eurostoxx 50 sono molto lontane dai massimi del settembre 2007 mentre l’S&P500, stimolato dalle manovre di politica monetaria della Fed, è praticamente sugli stessi livelli di cinque anni fa, ma in presenza di una situazione economica molto più fragile. In sostanza le quotazioni delle grandi blue chip europee sono state penalizzate dagli investitori più del dovuto, e nonostante la crisi potrebbero riprendersi. Mentre le valutazioni dei grandi nomi delle corporations quotate a Wall Street godono di valutazioni eccessive in rapporto allo stato dell’economia del paese. ---- Tornare a scommettere sull’oro a patto di coprire il rischio valutario

Le quotazioni del metallo giallo, dopo le azioni di quantitative easing (acquisto di titoli del Tesoro da parte delle banche centrali) sono tornate a correre. Venerdì scorso l’oncia ha chiuso a 1,781 dollari, con un rialzo di quasi duecento dollari rispetto alle valutazioni di inizio giugno. In realtà il rialzo, per un investitore europeo, viene in parte annullato dalla contemporanea ripresa delle quotazioni dell’euro. Per questo motivo chi investe oggi nel metallo farà bene a utilizzare strumenti come gli ETC con copertura del rischio di cambio, in modo da incamerare il possibile incremento di prezzo al netto delle variazioni del cambio. La maggior parte delle case di investimento prevedono quotazioni vicine ai 2000 dollari per oncia entro la fine del 2012.

Puntare sulle obbligazioni societarie “investment grade” della zona euro

Le obbligazioni societarie hanno già dato buone soddisfazioni agli investitori in questi primi 9 mesi del 2012. Il rialzo dell’indice di riferimento è stato di circa 5-6 punti percentuali da gennaio ad oggi. Inoltre le obbligazioni delle maggiori aziende con rating non inferiore alla tripla B (investment grade, appunto) si sono dimostrate sotto il profilo dei prezzi, molto più stabili rispetto ai titoli governativi dei rispettivi paesi (con l’eccezione della Germania, dove si è creata una pericolosa bolla speculativa sulle emissioni sia governative che societarie).

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