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Quanto renderà il denaro? Si potranno ottenere mutui e prestiti? Come si modificheranno i conti correnti? Quale sarà il destino di pagamenti, e-commerce e shopping online? Cosa accadrà alla filiale? E davvero ci si potranno acquistare anche case e polizze assicurative? Ma, soprattutto, si potrà avere certezza della solidità delle banche che custodiscono i nostri risparmi? Of-Osservatorio finanziario risponde a 10 domande. Ecco alcune previsioni per l’anno in corso
Guida alla banca 2015/Come si pagheranno gli acquisti online?
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Per il Natale del 2014 sono stati spesi circa 3 miliardi di euro solo online, sui principali portali di shopping virtuale. Il grosso degli acquisti è stato fatto sui principali portali di e-commerce, i soliti noti Amazon e eBay (che per l’occasione si è anche rifatta l’app). E gli ordini sono stati indirizzati da pc, ma anche, in numero sempre crescente, da smartphone e tablet.
Eppure, gli esperti del settore dicono che i risultati, pur soddisfacendo le aspettative, non possono ancora considerarsi rosei. Soprattutto se il confronto viene fatto con il resto d’Europa. Cosa accadrà dunque nel 2015? La valutazione di Of-Osservatorio finanziario è che l’utilizzo del canale online per spese e acquisti (anche attraverso le apposite piattaforme di mobile commerce) potrebbe incrementare ulteriormente. Le premesse, in effetti, già ci sono.
La novità principale riguarda le modalità di pagamento che, nel corso dell’anno verranno ampliate. Per la prima volta, infatti, oltre a carte di credito, prepagate e al classico conto PayPal, da marzo 2015 gli acquisti sui portali di e-commerce si potranno pagare anche utilizzando il tradizionale bancomat. Largamente più diffuso delle carte di credito, e generalmente concesso a tutti i titolari di un conto corrente. Al momento non è ancora chiaro come funzionerà il servizio. Ma già si sa che non sarà necessario l’inserimento di codici identificativi o pin di sicurezza. Per procedere con la transazione, infatti, bisognerà richiedere in filiale l’attivazione della funzione di pagamento, mentre per concludere a tutti gli effetti l’acquisto il sistema dovrebbe rinviare automaticamente al portale di Internet banking.
Nel frattempo, alcuni istituti di credito si sono mossi in anticipo e hanno già lanciato carte bancomat utilizzabili online (anche se con funzionamento differente). È il caso per esempio di MyPay, l’ultima nata in casa UniCredit, che include l’opzione “shopping plus” (solo per chi la richiede) per disporre acquisti su tutti i portali che accettano il marchio Visa.
Mentre CheBanca! offre a tutti i sottoscrittori di Conto Yellow una carta di debito attiva anche su circuito Maestro, abilitata all’e-commerce grazie al numero identificativo di cui è dotata (codice PAN).
Ma c’è un altro segnale che sembra lasciare trasparire un possibile incremento nello sviluppo delle vendite virtuali. Ed è testimoniato dal fatto che vi stanno investendo anche le banche. I portali di e-commerce creati ad hoc da alcuni istituti di credito nel corso degli ultimi mesi si rivolgono per lo più ai già clienti della banca. E sembrano voler trasmettere tutti lo stesso messaggio: non ci sono rischi a pagare online.
CheBanca! , per esempio, ha da pochi mesi lanciato CheShopping! in partnership con Madai. Per utilizzare il servizio, che funziona come una specie di asta al ribasso, però, è necessario avere attivo un conto corrente dell’istituto bancario: per autorizzare il pagamento, infatti, si viene rinviati all’account personale di Internet banking, dal quale si può perfezionare la procedura inviando un bonifico. Lo stesso meccanismo lo ha messo a disposizione dei suoi correntisti anche IBL Banca con ScontoSuIBL.
Per Banco Popolare YouShop è raggiungibile solo dall’area riservata di Internet banking. Intesa Sanpaolo ha un sistema più tradizionale: per pagare uno degli acquisti effettuati sul nuovissimo createdinitalia (realizzato in occasione dell’Expo) serve una carta di credito o una prepagata. Mentre le BCC hanno attivo un sito dedicato a tutti i titolari di una carta di credito del Gruppo. Si chiama Sconti Riservati e funziona come i portali di vendite-evento a tempo determinato.
Ma non è solo questo. Per stimolare gli acquisti, anche online, molti istituti di credito hanno anche avviato un’offerta personalizzata di prestiti personali. Per lo più concessi a condizioni di favore, o addirittura a tasso zero. I correntisti di Banco Popolare che comprano prodotti Apple o Kartell dalla piattaforma YouShop, per esempio, possono avvalersi di un finanziamento a tasso zero (compreso il Taeg). Lo stesso servizio è garantito anche da Cariparma che mette in vetrina però prodotti Microsoft. Mentre UniCredit, dal canto suo, offre sempre un finanziamento con Tan e Taeg fissi a zero, ma per l’acquisto di frigoriferi, prodotti hi-tech e per il tempo libero è necessario recarsi in filiale.
Un po’ diverso, infine, il caso di Intesa Sanpaolo che ha lanciato nel corso dell’estate Per Te Prestito in Tasca. In pratica funziona come una linea di credito di massimo 5.000 euro da attivare all’occorrenza anche via app, consentendo quindi il rimborso rateale degli acquisti. Si può attivare per pagare beni e servizi nei negozi fisici, ma è utilizzabile anche da chi le spese le fa online su qualche sito di shopping virtuale.
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