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Fabrick: sta arrivando un nuovo modello di banca OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

La banca si apre all’innovazione. In gergo tecnico si chiama “open banking” e implica una collaborazione con le startup e le nuove società fintech. L’obiettivo? Creare nuovi servizi ad alto contenuto tecnologico per clienti. Come le prepagate che diventano virtuali ed entrano nel cellulare per fare pagamenti in mobilità. Ma non solo. Ecco tutte le novità in arrivo da Fabrick, la nuova piattaforma che promette di creare un nuovo modello di banca aperta. Paolo Zaccardi, ceo di Fabrick spiega a OF Osservatorio Finanziario come funziona. E le implicazioni per il prossimo futuro

Fabrick: sta arrivando un nuovo modello di banca

“Abbiamo lanciato Fabrick a Money 2020, e durante quell’evento, che rappresenta lo stato dell’arte dell’industria, due banche importantissime a livello europeo, ING e BBVA hanno posto un fortissimo accento sull’evoluzione verso un nuovo modello di banca, in cui tutto diventa orizzontale e basato su collaborazione e open innovation. Lo ha fatto di recente anche Santander con Kabbage nel Regno Unito, la startup che fornisce un accesso flessibile ai finanziamenti aziendali. In questo caso, Santander ha aperto il canale con Kabbage, ma è Kabbage che offre interamente il servizio. E’ una necessità che sta emergendo”, spiega a OF Paolo Zaccardi, Ceo di Fabrick.

OF: Per questo avete lanciato una novità assoluta del mondo finanziario. Si chiama Fabrick. Cos’è?
Zaccardi: Fabrick è un nuovo modello di impresa al servizio dell’industria finanziaria e non solo. Un ecosistema di attori destinato a crescere rapidamente. Fabrick, infatti, ha un cuore tecnologico che è la piattaforma di open banking attorno alla quale si muovono giovani fintech, operatori finanziari tradizionali, sviluppatori e industrie, per definire insieme un nuovo modo di fare banca e sviluppare servizi di carattere finanziario attraverso la condivisione di API, servizi, bisogni e strategie. Puntiamo a creare le condizioni necessarie per passare dal modello di banca chiusa e monolitica, con tutti i servizi integrati, a quello di banca realmente aperta. Oggi, un modello così concepito rappresenta un’opportunità per l’intero sistema in cui il successo di ogni singolo attore contribuisce al successo degli altri.

OF: Cioè cosa significa creare una piattaforma di open banking?
Zaccardi: Attraverso l’ecosistema che si sviluppa attorno alla piattaforma mettiamo in collegamento banche e assicurazioni, ma anche grandi Corporate e System Integrator, con operatori molto più agili e normalmente eccellenti nel loro segmento di mercato, come start up FinTech e sviluppatori. Questo consente di condividere competenze e tecnologie, peraltro offerte con una visione internazionale, per portare alla clientela finale servizi innovativi, che risolvano problemi che da sola la banca non è in grado di risolvere per i più svariati motivi, o che potrebbe risolvere ma in tempi drammaticamente più lunghi rispetto a quelli necessari per poter cogliere le opportunità di mercato.

OF: E per le fintech che vantaggi ci sono?
Zaccardi: Al contempo, promuovere un approccio open banking significa anche permettere alle start up fintech di crescere e svilupparsi accedendo ai dati, alle informazioni e anche ai clienti delle banche. È ormai evidente e rilevato dai più autorevoli analisti di mercato che le banche hanno bisogno di collaborare con le fintech così come le fintech hanno bisogno di collaborare con le banche. Noi agevoliamo questo processo.

OF: Cioè, ci può fare un esempio?
Zaccardi: Mettiamo il caso di una società FinTech specializzata in servizi di finanziamento per le Pmi. Per riuscire ad elaborare un servizio completo avrà indubbiamente bisogno di dialogare con banche che magari mettano a disposizione servizi come, per esempio, il modello di scoring (integrando anche i dati di operatori come Cerved o Crif). Cioè hanno bisogno di informazioni da più fonti che, o si trovano da sole, o le ottengono collaborando con le banche. Ed è qui che entra in gioco Fabrick che in pratica collega le FinTech alle banche e alle loro API. Così le FinTech si possono concentrare su quello che fanno meglio. Cioè sul loro business.

OF: Quali vantaggi ci sono per le banche, invece?
Zaccardi: Un notevole risparmio.

OF: Economico?
Zaccardi: Anche. Fare innovazione per le banche costa. Ma si tratta soprattutto di un vantaggio in termini di tempo e questo si traduce in un vantaggio nella relazione con il cliente.

OF: Perché?
Zaccardi: Supponiamo che un istituto di credito voglia integrare nella sua piattaforma di Internet banking un nuovo prodotto di lending. Il percorso tradizionale da seguire sarebbe: valutare vari servizi, acquistarne uno e scegliere di integrarlo seguendo un progetto in integrazione che di media dura almeno un anno. Con Fabrick questo processo viene superato.

OF: Cosa capita, quindi, alla banca che sceglie di integrare un prodotto nato tramite Fabrick?
Zaccardi: Che i servizi già ci sono, e sono già pronti per essere integrati grazie alle API delle FinTech connesse alla nostra piattaforma a cui facilmente le banche possono connettere i loro sistemi. In questo modo il servizio si integra in 3 mesi invece che in 1 anno. In aggiunta noi fungiamo da abilitatore alla costruzione di partnership e accedere alla nostra piattaforma e all’ ecosistema Fabrick può, e deve, non solo offrire una soluzione a un bisogno già esistente, ma anche far cogliere un’opportunità non considerata prima, magari intercettando una tipologia di servizio a cui non si aveva pensato prima.

OF: E le banche sono pronte a questo modello di banca aperta?
Zaccardi: Come è già stata definita, si tratta di una rivoluzione copernicana, di fatto già in atto. Sempre di più emerge la consapevolezza che la banca del futuro debba essere in grado di offrire solo i servizi in cui eccelle veramente, magari anche ai clienti di altri istituti. Ma questo vuol dire anche che la banca deve essere pronta a studiare i propri servizi insieme ad altre realtà e attori per portare nuove soluzioni e offerte al cliente finale.

OF: Quali servizi vanno lasciati alle FinTech, per esempio?
Zaccardi: Quelli innovativi. Per esempio, gli home banking di oggi sono caratterizzati da un surplus di servizi. In ogni piattaforma c’è dentro tutto. Ma forse è troppo. Le FinTech invece si specializzano in segmenti di mercato verticali, dando di fatto al cliente solo quello di cui ha realmente bisogno. Hype, funziona così: nell’app ci sono solo le funzioni necessarie.

OF: Dunque banca aperta significa frammentare il business in mercati verticali?
Zaccardi: In un certo senso. Aperto è tutto ciò che non è sviluppato in casa. Ed è modulare. Nel senso che una banca può decidere di acquistare un servizio da un player, e integrare un altro servizio da un altro operatore.

OF: Perché? Da dove deriva questo bisogno?
Negli ultimi anni le banche europee e italiane hanno avuto focus su altri temi, come per esempio la questione degli NPL. E questo ha comportato che i modelli tradizionali di innovazione interna siano rimasti sostanzialmente invariati, mentre intorno al mondo bancario la trasformazione digitale ha continuano velocissima.

OF: Però per il momento è una società che include solo Banca Sella.
Zaccardi: Siamo appena partiti e avere già a bordo Banca Sella è un grande vantaggio perché è un po’ il nostro laboratorio, ci consente di portare sul mercato per altre banche dei servizi già “testati” da un operatore del settore, che conosce nel dettaglio le necessità e problematiche, ma stiamo già parlando con molti altri istituti. La PSD2, che è un cambiamento regolamentare e di normativa europeo, sta spingendo gli istituti ad adeguarsi e anche per questo molti sono interessati a far parte dell’ecosistema Fabrick.

OF: Chi altri ci sarà oltre alle banche?
Zaccardi: Ad esempio le Telco. Già oggi abbiamo collegato Tim con un servizio di moneta elettronica realizzato tramite Hype, che si chiama TIMPay. Poi, ovviamente anche le compagnie di assicurazione e molte altre tipologie di Corporate.

OF: Quali sono i progetti in cantiere che verranno implementati? Su quali obiettivi si focalizza la collaborazione?
Zaccardi: Poiché la mission è quella di affermare un modello di piattaforma, puntiamo a sviluppare tutto ciò che è l’innovazione emergente. Ad oggi si lavora prevalentemente sui pagamenti e sui finanziamenti alle imprese perché è uno dei temi in cui il livello di servizi è più basso, soprattutto per le Pmi che sono sotto-servite. È chiaro dunque che tante FinTech si stiano muovendo in quella direzione.

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