Investimenti. 10 domande (e risposte) per guadagnare nel 2016 (prima parte)

La bufera di inizio anno ha portato a rivedere, in negativo, le previsioni di fine 2015. E continua ad aleggiare lo spettro di nuove crisi sui mercati finanziari. Cosa sta realmente accadendo? Perché le Borse sono in panne? E poi: dove investire nel 2016? Si può ancora guadagnare qualcosa? E quali strumenti tengono al sicuro i capitali? Ecco le 10 domande chiave per investitori e risparmiatori. E le risposte di Of-Osservatorio finanziario, partendo dalle prime 5
di: Elisa Vannetti
18 Febbraio 2016
Condividi

5) Visto il crollo del 25% di Piazza Affari e la caduta di tutte le principali borse mondiali mi conviene non pensare più all'investimento azionario? Quali sono le previsioni degli analisti?
Le borse sono sull’ottovolante dall’inizio dell’anno. L’indice azionario italiano, il Ftse Mib, ha perso circa il 25% in poco più di un mese, anche se a metà febbraio ha messo in atto un discreto rimbalzo di circa il 7%. I mercati, tuttavia, sono molto instabili, volatili come si dice nel gergo tecnico. In un contesto simile ha ancora senso per i risparmiatori puntare sull’investimento in titoli azionari? La domanda, di questi tempi, vale oro e porta con sé anche un altro interrogativo: come scegliere le azioni su cui puntare?

RBS (Royal Bank of Scotland) a inizio gennaio invitava tutti i suoi clienti a vendere tutto, tranne le obbligazioni di alta qualità. Ma c’è anche chi, come Morgan Stanley, pensa che ci sia ancora spazio per ottenere rendimenti positivi, salvaguardando quantomeno il capitale investito. La classifica dei titoli su cui puntare nel 2016, infatti, tiene conto dell’eventualità che si verifichi lo scenario peggiore. Vale a dire: che si ritorni in fase recessiva.

Ecco dunque la ricetta di Morgan Stanley, valida per gli Stati Uniti (ma anche per gli investitori europei che guardano OltreAtlantico). Le migliori caratteristiche difensive sono offerte da titoli farmaceutici come Acceleron Pharma, una mid cap biotech, il cui titolo capitalizza 910 milioni di dollari. Sempre nel settore delle biotecnologie segue Amgen, con 109 milioni di dollari di capitalizzazione, e performance positive attese nel medio periodo grazie anche al forte investimento in farmaci per la terapia oncologia. Mentre il gruppo assicurativo Chubb Corp., specializzato nel ramo danni, con 50,4 miliardi di dollari di capitalizzazione, è caratterizzato da una buona solidità patrimoniale.

Agli analisti di Morgan Stanley, inoltre, piacciono anche le azioni di McDonald’s e di Wal-Mart. Mentre consigliano, qualora veramente si ritornasse in una fase di recessione, di stare alla larga dalle azioni Apple, in cima alla lista dei titoli da evitare per via delle probabili flessioni nelle vendite che si verificherebbero al riacutizzarsi della crisi. Tra i nomi illustri, sulla lista “nera”, poi, compaiono anche GoPro che, recessione o no, sta comunque venendo snobbata già da un po’ dagli investitori, American Airlines e Santander Consumer USA.

Anche sulla piazza italiana, però, ci sono ancora alcuni titoli che stanno performando bene. E’ il caso, per esempio, di quelle azioni che nel corso degli anni passati non hanno mai perso, reggendo all’onda lunga della crisi finanziaria del 2008 e raggiungendo il traguardo dei 5, 10 e 15 anni con rendimenti oltre il 100%. Recordati, per esempio, sui 15 anni è quella che ha guadagnato di più, offrendo un rendimento complessivo (total return) del +1.479%, decuplicando quindi il suo valore iniziale. Sui 10 anni la miglior performance l’ha segnata De Longhi, che ha fatto registrare un guadagno del 1.492,8%. Mentre a 5 anni, sommando performance e dividendi, il risultato migliore l’ha ottenuto Reply, con un total return del +563%.

In questa fase di scarsa leggibilità dei mercati, tuttavia, le azioni di società ad alto dividendo come Terna, Snam, A2A, e alcuni farmaceutici internazionali rappresentano una soluzione prudente e di compromesso accettabile.

© Of-Osservatorio finanziario - riproduzione riservata

Pagine: Indietro 1 2 3 4 5