Investimenti. 10 domande (e risposte) per guadagnare nel 2016 (prima parte)

La bufera di inizio anno ha portato a rivedere, in negativo, le previsioni di fine 2015. E continua ad aleggiare lo spettro di nuove crisi sui mercati finanziari. Cosa sta realmente accadendo? Perché le Borse sono in panne? E poi: dove investire nel 2016? Si può ancora guadagnare qualcosa? E quali strumenti tengono al sicuro i capitali? Ecco le 10 domande chiave per investitori e risparmiatori. E le risposte di Of-Osservatorio finanziario, partendo dalle prime 5
di: Elisa Vannetti
18 Febbraio 2016
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4) Con i titoli di stato che a fine 2015 hanno raggiunto rendimenti negativi per le scadenze fino a due anni, come posso guadagnare con l'investimento a breve termine?
In un contesto di mercato dominato dall’incertezza e della volatilità una soluzione per non rischiare di perdere tutti i risparmi è quella di mantenere i soldi liquidi, aspettando il momento migliore per tornare a investire. Scegliendo, magari, di puntare su prodotti a breve termine, che permettano di tornare in possesso dei capitali in fretta qualora si presentassero occasioni interessanti. Ma se i titoli di stato non sono più un’alternativa allettante (a fine dicembre hanno raggiungo rendimenti negativi), come è possibile sperare ancora di guadagnare qualcosa con questo tipo di investimento?

Tra le soluzioni di liquidità remunerata, i più richiesti (e quelli sui quali si concentrano la maggior parte delle offerte da parte degli istituti di credito) sono i conti di deposito, l’alternativa preferita degli italiani al classico materasso. Che sebbene non rendano più quanto un tempo, quando le banche online puntavano su tassi promozionali intorno al 4, 5%, tuttavia fanno comunque meglio dell’inflazione, ferma allo 0,3% e prevista sostanzialmente stabile anche per tutto il resto dell’anno.

Funzionano così: hanno remunerazioni certe, stabilite a priori, che variano in base alla durata del vincolo prescelto. E permettono di ottenere rendimenti più elevati a patto che si accetti di congelare la disponibilità delle somme depositate per un periodo di tempo più o meno lungo, che può arrivare fino a un massimo di 5 anni ma che in genere si ferma sei mesi o a un anno. Anche se c’è anche chi, come Banca Sistema, ha da poco introdotto un vincolo a 120 mesi al suo SiConto! Vincolato, arrivando a offrire un tasso annuo nominale lordo del 2% tondo.

In media, analizzando il vincolo a 12 mesi (di solito il più richiesto) si ottiene una remunerazione dell’1,16% (fonte: DB Prodotti Bancari di Of-Osservatorio finanziario) . Che permette, quindi, non solo di difendere il capitale dall’erosione del costo della vita, ma consente anche di guadagnarci qualcosa. C’è il nuovo 2% di Banca Popolare di Vicenza, in promozione fino a fine febbraio, destinato solo ai clienti che apportano nuova liquidità da un minimo di 1.000 a un massimo di 10 milioni di euro. Ed è in promozione fino al 30 aprile anche l’1,80% di Bancadinamica, la succursale solo online di Cassa di Risparmio di Rimini, in terza posizione.

Ma è sul lungo periodo che le remunerazioni si fanno più interessanti. Ecco allora che i correntisti di Montepaschi di Siena che optano per la versione a Cedola Crescente di Conto Italiano di Deposito possono sperare in un lordo massimo del 4% vincolando i capitali per 5 anni. In questo caso, però, il rendimento è crescente nel tempo, e parte da un minimo dello 0,50% applicato durante i primi 6 mesi di vincolo, e arriva fino a un massimo del 4% concesso solo per gli ultimi 6 mesi di vita del contratto. Per chi sa di non avere bisogno di denaro prima della scadenza, e a patto di non eccedere la somma di investimento protetta dei 100mila euro, può essere una buona soluzione.

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