Investimenti. 10 domande (e risposte) per guadagnare nel 2016 (prima parte)

La bufera di inizio anno ha portato a rivedere, in negativo, le previsioni di fine 2015. E continua ad aleggiare lo spettro di nuove crisi sui mercati finanziari. Cosa sta realmente accadendo? Perché le Borse sono in panne? E poi: dove investire nel 2016? Si può ancora guadagnare qualcosa? E quali strumenti tengono al sicuro i capitali? Ecco le 10 domande chiave per investitori e risparmiatori. E le risposte di Of-Osservatorio finanziario, partendo dalle prime 5
di: Elisa Vannetti
18 Febbraio 2016
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3) Devo avere paura di tenere i miei soldi sul conto corrente e che rischi corro con la mia banca?
Il fallimento (e il relativo salvataggio) delle 4 banche italiane al centro della polemica negli ultimi mesi dell’anno - (Banca delle Marche, Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti) - ha posto l’attenzione su un tema che per tutto il 2015 (da quando sono stati resi noti i risultati degli stress test) è stato di grande attualità: la solidità del sistema bancario italiano. Ponendo anche l’accento, come conseguenza diretta, sulle nuove misure introdotte a inizio gennaio in tutti i Paesi dell’Eurozona, e relative alla gestione di eventuali crisi bancarie.

Dal 1° gennaio, infatti, è entrata in vigore la nuova Bank Recovery and Resolution Directory (BRRD) , la direttiva europea sulla gestione delle crisi bancarie che include le regole del nuovo Bail In. Una sorta di salvataggio dall’interno, in pratica, che prevede, in caso di fallimenti, che le ricadute finanziarie non siano più spalmate su tutti i contribuenti ma ricadano prima di tutto su coloro che possiedono strumenti finanziari rischiosi. Quindi azionisti della banca, obbligazionisti con bond subordinati non garantiti e correntisti con giacenze superiori a 100.000 euro.

Ma la notizia relativa al salvataggio delle 4 banche fallite (e che erano già commissariate) ha aperto anche un’altra questione, ancora più pressante: i soldi sul conto corrente o su altri prodotti finanziari sono al sicuro? La risposta, a prescindere dalle vicende recenti relative alle 4 banche (per le quali l’accusa è più che altro quella di cattiva gestione) è sì: i soldi sono al sicuro. Per due ragioni. La prima è che le banche italiane sono solide, e hanno i capitali sufficienti per coprire eventuali periodi di crisi. Anzi, come ha spiegato anche Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, hanno crediti deteriorati ampiamente coperti da svalutazioni e garanzie.

La seconda, è che tutti i soldi depositati sui conti correnti e sui prodotti di liquidità remunerata come i conti di deposito (ma non i Pronti Contro Termine e i certificati di deposito al portatore) sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre fino a un massimo di 100.000 euro qualora la banca dimostrasse di avere problemi di liquidità, come per esempio in caso di temporanea insolvenza o di fallimento. Significa che se la banca fallisce sarà il Fondo Interbancario a risarcire i correntisti fino a un valore non superiore ai 100.000 euro. Quindi un consiglio pratico: chi avesse denaro liquido in conto corrente per un ammontare superiore ai 100mila euro e volesse dormire sonni assolutamente tranquille farebbe meglio ad aprire uno o più nuovi conti presso altri istituti in modo da non superare mai, su nessuno dei conti a lui intestati, la somma limite dei 100mila euro garantiti dal Fondo di garanzia.

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