Investimenti. Scenari d’autunno /prima parte

Le prospettive di crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie non sono così buie, come lo scenario dell'economia reale farebbe supporre. Un esempio? Con un investimento di 10mila euro, i circa 250 euro annui (che diventano 220 pagata l'imposta del 12,5%) offerti da un Btp a lunga scadenza sono un guadagno “pulito”, visto che non esiste l'erosione del tasso di inflazione. Ma ecco in dettaglio le prospettive nei prossimi mesi per i titoli di stato, per le emissioni societarie e per quelle in valuta
di: Alberto Farina
18 Settembre 2014
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Il verdetto dell'Ocse - l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che raggruppa i paesi più industrializzati - è giunto come una mazzata. Nel 2014 la ricchezza dell'Italia arretrerà ulteriormente dello 0,4% per poi risalire appena dello 0,1% nell'anno successivo. Il resto dell'eurozona crescerà dello 0,8% nel 2014 (+1,1% nel 2015) mentre solo gli Stati Uniti registreranno un discreto tasso di sviluppo: +2,1% quest'anno e +3,1% nel 2015.

Previsioni sconfortanti che gettano una luce negativa sulle prospettive di realizzare performance “decorose” nella gestione dei propri risparmi. Eppure, per quanto riguarda le possibilità di crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie le prospettive non sono così buie come lo scenario dell'economia reale farebbe supporre.

Siamo entrati in un'epoca di bassi rendimenti, sia per le azioni che per le obbligazioni (soprattutto queste ultime) tuttavia all'aspetto negativo di cedole striminzite e di scarsi guadagni di borsa si accompagna l'elemento, almeno entro certi limiti positivo, di un'inflazione fredda. Al punto che l'indice dei prezzi al consumo nell'eurozona si è attestato ad agosto ad appena lo 0,3% su base annua ed è addirittura diminuito dello 0,1% in Italia.

Suona a questo punto l'allarme deflazione, la diminuzione generalizzata e protratta nel tempo dei prezzi dei beni e dei servizi, una patologia economica che rischia di fare ulteriormente avvitare una situazione già difficile. Tuttavia, proprio la settimana scorsa la Bce è intervenuta energicamente per contrastare il rischio di una spirale negativa dei prezzi (che cancellerebbe ogni residua speranza di rilancio economico nell'eurozona, determinando anche perdite per i risparmiatori) riducendo ulteriormente i tassi di interesse di riferimento (dallo 0,15% allo 0,05%) e soprattutto annunciando misure “non convenzionali” di acquisto di titoli con garanzia reale (asset backed securities) per rianimare un'economia esangue.

In questo scenario OfNews si propone di fare il punto sulle scelte di portafoglio più opportune e convenienti per i mesi autunnali, nell’attesa che l'economia reale batta un colpo. Cominciamo la nostra perlustrazione dalle opportunità di mercato del reddito fisso, in primo luogo dalle obbligazioni governative e societarie.

Titoli di Stato. Guadagni risicati, ma non ci sono rischi di perdite
Contrariamente alle previsioni largamente condivise prima dell'estate, nell'eurozona non ci sarà il tanto temuto aumento dei tassi di interesse. Un rialzo che, secondo gli analisti, avrebbe potuto portare il rendimento del Bund a dieci anni, il titolo-guida di tutto il reddito fisso di area euro, verso una soglia di rendimento superiore al 2%. Il Bund a dieci anni è invece precipitato a una modestissima cedola dell'1,2% ed è probabile che nei prossimi 3-6 mesi oscillerà in un'area di rendimento compresa fra l'1,1 e l'1,4%.

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