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SOMMARIO

Il bilancio dei primi nove mesi dell'anno è positivo per Piazza Affari e per le principali borse mondiali. E il +9% circa messo a segno da gennaio da Piazza Affari, il+4% dell'indice Stoxx600 delle grandi capitalizzazioni europee e il rialzo di oltre il 7% dell'S&P500, il principale indice della borsa di Wall Street, sono risultati che potrebbero amplificarsi nel corso dei prossimi mesi. Perché il clima è favorevole all'investimento azionario. E per due ragioni: il buon andamento delle imprese e l’abbondante liquidità immessa nei mercati dalle banche centrai. Ecco quali borse, quali settori e quali titoli danno le soddisfazioni maggiori (anche del reddito fisso)

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Il bilancio dei primi nove mesi dell'anno è positivo per Piazza Affari e per le principali borse mondiali, e secondo gli strategisti di portafoglio anche l'ultima parte del 2014 dovrebbe confermare la tendenza rialzista. Come abbiamo visto, con l'eccezione degli Stati Uniti, le principali economie dei paesi sviluppati non stanno lanciando segnali di particolare vivacità.

Eppure nonostante la quasi-deflazione europea e una crescita lentissima (in Italia è addirittura recessione) i listini potrebbero dare agli investitori soddisfazioni maggiori rispetto al reddito fisso. Gli utili aziendali appaiono infatti in crescita, grazie alle scelte di miglioramento dell’efficienza e taglio dei costi operate dalle aziende, e soprattutto i mercati sono sostenuti dalla abbondante liquidità immessa dalla banche centrali e da tassi di interesse bassissimi.

Ecco perché il +9% circa messo a segno da gennaio da Piazza Affari, il+4% dell'indice Stoxx600 delle grandi capitalizzazioni europee e il rialzo di oltre il 7% dell'S&P500, il principale indice della borsa di Wall Street, che balla intorno alla quota record di 2.000 punti, sono risultati che potrebbero amplificarsi nel corso dei prossimi mesi.
Vediamo quali borse, quali settori e quali titoli, secondo gli strategist di portafoglio offrono in questo momento le migliori prospettive.

Perché il clima è favorevole all'investimento azionario
Uno dei principali motivi che possono alimentare una ulteriore spinta dei listini sono gli utili societari. “Il secondo semestre del 2014 si è chiuso con risultati positivi per le imprese europee”, scrive Roland Kaloyan, strategist azionario per i mercati europei di Société Générale. “Oltre il 60% delle imprese, infatti ha registrato utili superiori o in linea con le previsioni degli analisti. A questo punto l'incremento atteso dei profitti aziendali è del 6% per quanto riguarda le società europee e dell'8% per le imprese statunitensi”.

Se il livello “micro” continua a dare soddisfazioni agli investitori nonostante il deludente scenario economico generale, uno dei fattori positivi più rilevanti è quello della politica monetaria delle banche centrali e in particolare della Bce. TLTRO“Grazie alle nuove misure di acquisto di titoli con garanzia reale (ABS) e di rifinanziamento al sistema bancario (TLTRO) l'offerta di credito dovrebbe aumentare in modo significativo sia verso le imprese che verso le famiglie”, sostiene il capo-economista di Axa Im Eric Chaney.

In particolare queste misure “dovrebbero essere favorevoli ai listini europei che entro la fine del 2014 potrebbero realizzare rialzi nell'ordine del 10%”, conclude. ---- Ma c'è anche chi, come Mislav Matejka, strategist azionario di JPMorgan Cazenove, mette in guarda da un possibile arretramento, soprattutto negli Stati Uniti. “La ricerca empirica sui dati del passato indica che i listini crescono prima di una crescita dei tassi di interesse, si stabilizzano in prossimità della decisione di aumento e quindi, dopo il rialzo registrano una correzione nell'ordine del 5-6%”.

Questo allarme tassi, come è evidente, non riguarda l'Europa ma soltanto gli Stati Uniti, dove la Fed dovrebbe decidere una correzione della politica monetaria in senso restrittivo entro la fine del 2.014. Come sappiamo l'onda d'urto di una correzione della borsa di Wall Street in genere non tarda a colpire anche le borse del resto del mondo.

Il bilancio finale tra queste forze rialziste e ribassiste dovrebbe comunque giocare a favore di una spinta verso performance positive. Gli analisti di Goldman Sachs, dopo una dettagliata analisi dei flussi di investimento concludono che nei prossimi sei mesi l'indice Stoxx 600 delle grandi capitalizzazioni europee potrebbe registrare un rendimento aggiuntivo del 7,5%, il Ftse 100 britannico (Scozia permettendo) del +4,7%) e lo Stoxx 50 che raggruppa la ristretta élite dei 50 colossi del continente del + 9,8%.

I paesi periferici dell'euro, tra cui l'Italia, potrebbero ottenere risultati anche migliori, soprattutto se il sistema bancario reagirà positivamente agli stimoli decisi dalla Bce.

E nell'analisi delle performance settoriali Goldman Sachs pone al primo posto in termini di potenziale di rialzo proprio il settore bancario, seguito dall'auto e dalla componentistica, dalle assicurazioni, dalla tecnologia, e dai produttori di beni di lusso, che stanno uscendo da un semestre difficile grazie alla ripresa delle economie dei paesi emergenti, i principali acquirenti di prodotti di lusso nel campo della moda.
Continueranno invece ad arretrare, sempre secondo Goldman Sachs, i settori delle telecomunicazioni, degli alimentari e bevande, e delle materie prime

L'alternativa degli alti dividendi
Una strategia di investimento azionario su cui molti fund manager continuano a insistere perché permette di coniugare un rischio sostanzialmente contenuto con rendimento elevati è quella dei portafogli ad alto dividendo.
Le società che pagano dividendi elevati, ovvero che restituiscono agli azionisti ogni anno una parte cospicua dei profitti realizzati, tendono a essere più stabili in termini di quotazioni, anche se non “strappano” verso l'alto quando la congiuntura volge al meglio. Tuttavia, come abbiamo visto, in Europa non ci sono segnali di rafforzamento della ripresa (anzi!) e di conseguenza puntare sulle cedole generose rimane una opzione interessante.

In molti casi le imprese pagano dividendi che sono superiori alle cedole dei bond da loro stesse emessi. E se è vero che il profilo di rischio di un'obbligazione non è confrontabile con quello di un titolo azionario (l'obbligazione a meno di un fallimento aziendale pagherà sempre la cedola e rimborserà sempre il capitale, i dividendi invece possono essere tagliati da un anno all'altro e le quotazioni dei titoli subire l'influenza di eventi avversi indipendenti dall'andamento della società), rendimenti superiori al 5%, frequenti per le società di settori come le utilities, alcuni industriali e farmaceutici e qualche gruppo telefonico rappresentano il doppio o il triplo del rendimento di un bond societario di durata medio-lunga.

Tra le società europee ad alto dividendo che godono del favore degli analisti anche sotto il profilo della possibilità di crescita delle quotazioni ricordiamo, in Piazza Affari:

Acea, utility, 4,06% di dividend yield
Hera, utility, 4,3%
Enel, utility, 3,08%
Terna, utility, 5%
Banca Generali, risparmio gestito, 5,1%
Eni, energia, 5,6%

Mentre in Europa:
Vodafone, telecom, 5,6 di dividend yield
Swiss Re, assicurazioni, 5,4%
Allianz, assicurazioni, 4,3%
Glaxo, farmaceutico, 5,6%


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