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Il mutuo è morto? OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Sicuramente non sta granché bene. La domanda cala. Le erogazioni si riducono drasticamente. E le nuove offerte? Quelle scompaiono del tutto. La Bussola di Of di gennaio 2012 nella casellina riservata alle novità in materia di finanziamenti per la casa spicca per essere per la prima volta drammaticamente vuota. Cosa rivela questo dato? Cosa stanno facendo realmente le banche? Of ha interpellato 5 esperti del settore. Ecco le loro risposte

Il mutuo è morto?

Il mutuo è morto? Di un fatto si è già detto: c’è un calo della domanda. Che sarebbe pari a un meno 19% rispetto all’anno precedente, secondo CRIF, ma molto più drastico e perfino drammatico secondo i dati rilevati sul campo da Of Osservatorio finanziario. Che in particolare ha già evidenziato come nel corso del 2011 sono di fatto scomparse le surroghe. La novità di questo gennaio 2012 è che anche l’offerta si è bloccata. O, perlomeno, non si rinnova. È quanto emerge da La Bussola di gennaio 2012 (vedi immagine a destra), il report mensile sul mercato finanziario che studia novità e prodotti presentati dai vari istituti di credito, a cura di Ofnews Insight di Of-Osservatorio finanziario, che ha notato a fine anno, una totale mancanza di nuove entrate nel settore mutui. Zero nuove proposte, contro le sette di dicembre; una di novembre, le nove di ottobre. E le cinque di un anno prima. Mentre, sempre a gennaio, erano 20 i nuovi conti annunciati e 16 le neonate nel settore delle carte prepagate.

Il fatto è che il settore mutui sta attraversando una fase di assestamento. “La crisi ha ridotto l’erogazione a causa della scarsa liquidità delle banche e della loro ricerca di impieghi il più sicuri possibili”, chiarisce Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum, “per questo motivo sono state ridotte le erogazioni di tutte le tipologie di mutuo. Ridotto anche l’ammontare finanziato, spesso non superiore al 60% del valore dell’immobile, chieste maggiori garanzie e previsti tempi più lunghi di erogazione. Tutto ciò si somma con l’incremento degli spread a carico del mutuatario, fortemente aumentati dopo l’estate.”

In effetti, Of lo segnalava già alcuni mesi fa: a partire dall’estate 2011 gli istituti di credito hanno iniziato a rivedere al rialzo gli spread agganciati ai mutui casa a catalogo. Quei tassi, cioè, che rappresentano la percentuale di guadagno della banca e che, sommati agli indici di riferimento Irs, Euribor o BCE, concorrono a formare il Tasso Annuo Nominale medio. Vale a dire il tasso di interesse finito del prestito ipotecario (leggi qui). Arrivando, nel peggiore dei casi, anche a picchi del +151% (leggi qui).
L’offerta base di mutui per la casa si è modificata di conseguenza. Addio alle surroghe, che nel 2010 avevano offerto una buona spinta al settore. E addio (o arrivederci?) anche ai mutui con CAP, quelli con Tan massimo prefissato, che fino all’estate 2011 la facevano da padrone e che ora, complice l’aumento degli spread, hanno tetti massimi tutti rivisti al rialzo. Mentre restano in promozione i mutui misti, quelli a metà strada tra i classici fissi e variabili, con in più magari qualche opzione di flessibilità, per saltare rate insostenibili o rivedere il tasso applicato contrattando una soluzione diversa (Leggi qui).

Com’è cambiato il panorama bancario degli ultimi mesi? I mutui davvero sono sul viale del tramonto? Oppure le banche stanno già lavorando a qualche prodotto nuovo per il prossimo futuro? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto agli esperti di 5 istituti di credito: Luciano Ambrosone, responsabile dei Prodotti di Impiego per il Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca MPS, Andrea Chierici, Responsabile del Servizio Prodotti del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, Alessandro Prampolini, Direttore Generale di IWBank e Luca Vanetti Responsabile Direzione Famiglie Banca Popolare di Vicenza. Ecco cosa sta succedendo e cosa accadrà al mercato dei mutui casa, secondo gli addetti ai lavori.

“Da inizio 2011, la domanda di mutui per acquisto immobili (a livello di sistema) si è praticamente dimezzata. Il mercato dei mutui soffre particolarmente l’attuale congiuntura di crisi: eventuali innovazioni di prodotto, da sole, non potrebbero capovolgere il trend attuale che denota una difficoltà strutturale per le famiglie italiane ad affrontare l’acquisto dell’abitazione”, fanno sapere da Banca Monte dei Paschi di Siena. “Indubbiamente il mercato dei mutui a privati è impattato , come tutte le altre forme di impiego, dalle tensioni presenti sui mercati finanziari che impongono un adeguamento dell’offerta e delle condizioni praticate dalle banche”, conferma anche Vanetti (Banca Popolare di Vicenza).

---- Eppure, secondo alcuni istituti di credito, il mutuo è tutt’altro che scomparso. “Dal 24 ottobre 2011, con Mutuo Domus, abbiamo realizzato una profonda innovazione nel modello di offerta e nel modello di servizio di uno dei prodotti più importanti per le famiglie”, rivela Ambrosone (Intesa Sanpaolo), “in pratica con Mutuo Domus il modello di offerta evolve, passando da una logica basata sul prodotto (tanti prodotti a pacchetto tra i quali il cliente ha spesso difficoltà a orientarsi) a una logica basata sul cliente. L’offerta quindi a partire da ottobre si è semplificata grazie alla proposizione di un unico mutuo: Mutuo Domus a tasso fisso e a tasso variabile. Che permette di combinare soluzioni di rimborso delle rate, opzioni di flessibilità (quali la sospensione delle rate e la flessibilità della durata) e servizi di protezione, garantendo così molteplici offerte personalizzate. Con il supporto di una piattaforma informatica e dotata di strumenti di simulazione, si realizza una fase preliminare di conoscenza dei bisogni e delle caratteristiche del cliente che consente di elaborare una soluzione finanziaria consigliata”.

Concorda anche Prampolini (IWBank), “la banca e i clienti stanno cogliendo oggi i frutti di un lavoro di rinnovamento effettuato nella prima parte del 2011. Nel corso dell’anno, infatti, abbiamo investito molto sull’offerta mutui, è stato ottimizzato il processo di istruttoria e resi ancora più competitivi i prodotti di punta: IWMutuo CAP e IWMutuo a tasso variabile BCE con l’opzione salvadanaio offset che consente di ridurre la rata grazie alla giacenza di liquidità sul conto corrente. Queste attività hanno permesso di conseguire ottimi risultati sul prodotto nell’ultimo trimestre del 2011 e in particolare nel mese di dicembre”.
“Il settore mutui non è diventato meno strategico”, conferma Vanetti (Banca Popolare di Vicenza), “nel corso del 2011 il livello di erogazioni di nuovi mutui ipotecari si è attestato su livelli comparabili all’anno precedente. Anche se”, aggiunge, “in termini di evoluzione dell’offerta prodotti, il 2011 non ha visto particolari novità dal momento che già sul finire dell’anno precedente erano state introdotte nuove soluzioni (es. mutuo con tasso massimo) che avevano completato la nostra gamma in modo esaustivo”.
Anche in casa Montepaschi non ci sono nuovi arrivi. “L’offerta di mutui, in termini di caratteristiche tecniche del finanziamento, risulta ad oggi generalmente allineata alle attese della clientela”, fanno sapere dalla banca senese. Stesso pensiero espresso anche da Chierici (Gruppo Cariparma Crédit Agricole), “l’offerta di Cariparma si presenta già completa e pienamente rispondente alle diverse necessità dei clienti”.

E in futuro? Gli esperti interpellati da Of sembrano concordare: il mercato non cambierà più di tanto. Complici anche le novità introdotte a livello normativo dal governo sul tema mutui. “Dobbiamo tenere presente che le recenti evoluzioni del contesto normativo, in particolare la nuova normativa sul fronte delle polizze assicurative collegate ai mutui, impongono doverosi approfondimenti che potranno portare al rallentamento e alla ritaratura di iniziative e progetti già in corso, anche relativi al lancio di nuovi prodotti”, chiarisce Vanetti (Banca Popolare di Vicenza). A cui si aggiungono anche le novità relative ai prodotti transazionali e di risparmio. Come la tassazione sul rendimento dei conti di deposito e i nuovi bolli sui conti titoli.
“Abbiamo preferito valorizzare dal punto di vista commerciale la gamma attuale e dedicare risorse ed investimenti a progetti di carattere strutturale, in particolare dotandoci di una nuova piattaforma informatica dedicata al comparto dei finanziamenti che ci consentirà di sviluppare nei prossimi mesi nuove soluzioni con maggiore flessibilità e seguendo logiche di modularità dell’offerta”, anticipa Vanetti (Banca Popolare di Vicenza). “Noi, invece, ci siamo orientati sul lancio di nuovi prodotti quali CrescidepositoPiù e Carta Conto ”, replica Chierici (Gruppo Cariparma Crédit Agricole), “per rispondere ai nuovi bisogni della clientela che si trova ad affrontare le incertezze dovute alla crisi economica e le nuove misure prese dal governo. Crescideposito Più è una soluzione per investimenti, mentre Cartaconto è una proposta per ridurre i costi bancari”.

© Of-Osservatorio finanziario – Riproduzione riservata

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